Caro Merlo, ho letto la sua critica alla raccolta firme che sto portando avanti con la Fondazione Einaudi di Roma a sostegno della legge che richiederebbe ai partiti di indicare nei programmi elettorali non solo quello che promettono ai cittadini, ma anche dove prenderebbero i soldi per realizzare tali promesse. Vorrei chiarire due cose sulla praticabilità della proposta, su cui si concentrano le sue critiche.
La prima è che diversi Paesi seguono questo approccio. Da decenni lo fa l’Olanda (la riforma fu promossa da Jan Tinbergen, primo premio Nobel per l’economia), come pure la Svezia. Più di recente, Belgio e Grecia hanno adottato approcci simili. In questi due Paesi, l’equivalente del nostro Ufficio Parlamentare di Bilancio commenta pubblicamente le stime dei costi e delle coperture contenute nei programmi elettorali, come prevede anche la nostra proposta.
Secondo, è del tutto realistico richiedere che queste stime siano disponibili prima delle elezioni. Certo, alcuni parametri di …
Caro Merlo, ho letto la sua critica alla raccolta firme che sto portando avanti con la Fondazione Einaudi di Roma a sostegno della legge che richiederebbe ai partiti di indicare nei programmi elettorali non solo quello che promettono ai cittadini, ma anche dove prenderebbero i soldi per realizzare tali promesse. Vorrei chiarire due cose sulla praticabilità della proposta, su cui si concentrano le sue critiche.
La prima è che diversi Paesi seguono questo approccio. Da decenni lo fa l’Olanda (la riforma fu promossa da Jan Tinbergen, primo premio Nobel per l’economia), come pure la Svezia. Più di recente, Belgio e Grecia hanno adottato approcci simili. In questi due Paesi, l’equivalente del nostro Ufficio Parlamentare di Bilancio commenta pubblicamente le stime dei costi e delle coperture contenute nei programmi elettorali, come prevede anche la nostra proposta.
Secondo, è del tutto realistico richiedere che queste stime siano disponibili prima delle elezioni. Certo, alcuni parametri di costo possono cambiare, ma se rinunciassimo a stimare quanto costano i piani prima di realizzarli, dovremmo rinunciare ai bilanci previsionali, comprese le leggi di bilancio, che sono l’essenza della pianificazione economica.
Insomma, il cittadino deve avere il diritto di sapere quanto si stima che costino, per esempio, la flat tax o l’abolizione della legge Fornero, e come queste misure sarebbero coperte. Altrimenti diventa troppo facile fare “promesse da marinaio”, come spesso avviene.
Carlo Cottarelli
Caro Cottarelli, nel Paese degli sprechi apprezzo molto la sua etica, e le do ragione sui costi della flat tax, dell’abolizione della legge Fornero e di tante altre promesse che i partiti fanno agli elettori. Ammetterà però che è meglio fermarsi nella corsa al calcolo dei costi prima che diventi una strategia politica generale. I programmi politici sono fatti di ideali e di speranze che, con l’imprinting dell’avventura e della fantasia, spesso confinano con la demagogia, e lei è non è certo il tipo da misurare la poesia con la matematica né fare del ragioniere uno statista. Quanti soldi ci vogliono — prendo “i punti decisivi” di un vecchio programma dell’Ulivo — per “il decollo del Mezzogiorno”? E per “abbattere la disoccupazione”? E per “modernizzare le infrastrutture sino a portarle a livello europeo?”. E quanto costa “recuperare l’evasione fiscale?”. Meno male che non furono contabilizzati il New deal di Roosevelt, la Nuova frontiera di Kennedy e i Paesaggi in fiore di Helmut Kohl.
Caro Merlo,lei ha affermato che non condivide le primarie e che il centrosinistra dovrebbe adottare la formula 1+4. Concordo. Le chiedo però: 1 chi?
Marcantonio Abbate
Spetta, se lo vuol fare, a Elly Schlein, la segretaria del partito che ha più voti.
Caro Merlo, pare che Salvini, da come ne parla, abbia vinto le elezioni in Sassonia.
Pasquale Regano — Andria.
Quella dell’Altrove come premio di consolazione è una malattia di cui in Italia, a turno, soffrono sia la destra e sia la sinistra.
Caro Merlo, trovo fastidioso il ricorso all’espressione “ci sta”
Mauro Donati — Roma
Questa sua ghigliottina “ci sta”.