Caro Merlo, possiamo chiamare “giustizia mediatica” la decisione del tribunale del riesame che, smentendo il gip che lo aveva scarcerato, ha messo in galera il bengalese che aveva molestato la ragazzina di 13 anni all’interno del minimarket dove lavorava?
Mara Vercesi — Torino
Di sicuro la scarcerazione ordinata dal gip era discutibile, ma la campagna mediatica c’è stata, molto aggressiva, e ancora una volta il caso di cronaca, scientificamente montato, è diventato un “noi e loro”, un altro momento dello scontro “governo contro giudici”, “popolo contro élite”. In questo modo Giorgia Meloni, il ministro Piantedosi, i partiti e i giornali della destra hanno sporcato la legittima critica a una decisione del gip che — ricordiamolo — è stata impugnata dalla procura e capovolta dal Tribunale del riesame. La giustizia è organizzata bene e i giudici da soli aggiustano le cose e alla fine le fanno funzionare. Invece il mucchio selvaggio mediatico lascia forte l’impressione che il bengalese si…
Caro Merlo, possiamo chiamare “giustizia mediatica” la decisione del tribunale del riesame che, smentendo il gip che lo aveva scarcerato, ha messo in galera il bengalese che aveva molestato la ragazzina di 13 anni all’interno del minimarket dove lavorava?
Mara Vercesi — Torino
Di sicuro la scarcerazione ordinata dal gip era discutibile, ma la campagna mediatica c’è stata, molto aggressiva, e ancora una volta il caso di cronaca, scientificamente montato, è diventato un “noi e loro”, un altro momento dello scontro “governo contro giudici”, “popolo contro élite”. In questo modo Giorgia Meloni, il ministro Piantedosi, i partiti e i giornali della destra hanno sporcato la legittima critica a una decisione del gip che — ricordiamolo — è stata impugnata dalla procura e capovolta dal Tribunale del riesame. La giustizia è organizzata bene e i giudici da soli aggiustano le cose e alla fine le fanno funzionare. Invece il mucchio selvaggio mediatico lascia forte l’impressione che il bengalese sia stato incarcerato a furor di popolo.
Caro Merlo, il sindaco di Novara, Alessandro Canelli, è un leghista pragmatico e moderato che, per seguire Salvini, ha di punto in bianco richiesto la presenza dei militari dell’operazione “strade sicure”. Dopo 10 anni da sindaco non poteva certo dipingere la città come Gotham City e ha pensato bene di trovare la seguente motivazione “Novara ospita anno dopo anno migliaia di studenti universitari”. Non ha specificato se gli studenti sono potenziali delinquenti o vittime designate. Salvini fa danni anche per interposta persona.
Sergio Vedovato — Novara
Salvini non punta alla sicurezza, ma all’inquietudine che provocheranno le armi e i blindati nelle strade di Novara. Peccato che il sindaco Canelli, che da tempo si spaccia per leghista moderato e pragmatico, abbia deciso di obbedire e offrire la sua bella città alla strategia della paura del disperato segretario della Lega. Lei, caro Vedovato, sa come la penso sulla faccia gentile, affidabile e rassicurante di questi leghisti che si consumano nel tenersi fuori dall’estremismo standoci dentro. E parlo ora non solo del suo Canelli, ma di Giorgetti, Zaia e degli amministratori del Nord che, nel confronto con Salvini, riescono a far pensare alla saggezza degli statisti, ma in realtà praticano la prudenza del coniglio. E lei sa che la mia metafora lo vuole “in umido”, con quel profumo squisito che, nel silenzio della cucina politica, dimostra che il coniglio Canelli dando la sua ultima prova di obbedienza si sta cucinando da solo.
Caro Merlo, proporrei per la sua ghigliottina le “diverse sensibilità” laddove si discuta di posizioni radicalmente divergenti. Esempio pratico la politica estera del Pd e dei Cinque Stelle, può mai essere unificata nelle dizione “sensibilità diverse” ?
Francesco Criscoli
No. L’espressione “sensibilità diverse” è un trucco linguistico, un altro espediente, l’ennesimo tentativo di aggiornare l’ossimoro italiano, che è stato la doppiezza come scienza della politica e come identità nazionali, e qui si presenta, nientemeno, con la veste sobria e rigorosa di una virtù che metterebbe insieme Russia e Ucraina. Temo che non basti la nostra ironica ghigliottina.