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Regeni e le due cattive maestre. Wanna Marchi e il Campidoglio

Wanna Marchi e Stefania Nobile con Alessandro Ferri 

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Posta e risposta di mercoledì 30 settembre 2026
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Caro Merlo, tutti siamo sollevati dalla sentenza sul caso Regeni, ma mi chiedo se sia giusto che Cambridge e la tutor di Giulio passino indenni da questa vicenda. Il comportamento della prestigiosa università e della professoressa Maha Abdel Rahman è stato reticente e poco collaborativo. Non parliamo della tutor locale! Quindi Cambridge e le tutor di Regeni non saranno imputabili legalmente ma moralmente sì, e mi stupisco più del loro comportamento che di quello dei servizi segreti e del governo egiziano. Per me è stata una vergogna, è bene ricordarlo.

Attilia Giuliani

Tra gli oltraggi subiti da Giulio, il più riprovevole e il meno perseguibile è quello delle due insegnanti: Maha Mahfouz Abdel Rahman, docente egiziana all’università di Cambridge, fu la tutor di Regeni, ne “approvò” le ricerche più pericolose e lo affidò al Cairo a Rabab Al Mahdi «che ha un profilo — hanno scritto Carlo Bonini e Giuliano Foschini — più simile a quello di una attivista che non a quello di un’accademica…

Caro Merlo, tutti siamo sollevati dalla sentenza sul caso Regeni, ma mi chiedo se sia giusto che Cambridge e la tutor di Giulio passino indenni da questa vicenda. Il comportamento della prestigiosa università e della professoressa Maha Abdel Rahman è stato reticente e poco collaborativo. Non parliamo della tutor locale! Quindi Cambridge e le tutor di Regeni non saranno imputabili legalmente ma moralmente sì, e mi stupisco più del loro comportamento che di quello dei servizi segreti e del governo egiziano. Per me è stata una vergogna, è bene ricordarlo.

Attilia Giuliani

Tra gli oltraggi subiti da Giulio, il più riprovevole e il meno perseguibile è quello delle due insegnanti: Maha Mahfouz Abdel Rahman, docente egiziana all’università di Cambridge, fu la tutor di Regeni, ne “approvò” le ricerche più pericolose e lo affidò al Cairo a Rabab Al Mahdi «che ha un profilo — hanno scritto Carlo Bonini e Giuliano Foschini — più simile a quello di una attivista che non a quello di un’accademica». Ci sembrava che fossero ormai un vintage italiano i cattivi maestri che negli anni Settanta erano i pifferai della lotta armata e del terrorismo, degli agguati alla schiena, delle gambizzazioni. E invece eccoli, anzi eccole di nuovo, acquattate nelle università più prestigiose, ancora una volta responsabili ma non coinvolte. In questa orribile vicenda di tortura e di morte Rahman e Al Mahdi sono le innocenti alle quali si può rimproverare tutto o, se preferite, le colpevoli alle quali non si può rimproverare nulla.

Caro Merlo, sono un ex primario ospedaliero di Chirurgia che, dopo il pensionamento, ha compiuto dieci missioni per Emergency di cui sette in Afghanistan, quattro in Panjshir e tre a Lashkar Gah. In Panjshir tutte le mattine, lungo la strada verso l’ospedale, avevamo il bellissimo incontro con decine di bambine che frequentavano una scuola vicina. Indossavano un grembiulino nero, un velo bianco in testa, ma nessuna, neanche tra le più grandi, portava il burqa. Contrariamente a quanto avviene, secondo la nostra presidente del Consiglio, qui in Italia.

Baldassarre Sansoni

Giorgia Meloni insegue il burqa metafisico, quello che avanza da solo, senza nessuna dentro.

Caro Merlo, Luca Palamara, con la qualifica di “ex magistrato”, è ora inserito fra gli opinionisti della trasmissione di Rai Due “Ore 14”. Forse lei riesce a commentare.

Mario De Angelis, Roma

La definizione è corretta: Luca Palamara è un ex magistrato e le sue opinioni, talvolta interessanti, portano il peso della radiazione dall’ordine giudiziario.

Caro Merlo, non trovo scandaloso che Wanna Marchi e la figlia Stefania Nobile abbiano ricevuto il “Premio internazionale della cultura” che è un premio privato. Ma a Roma abbiamo, vivaddio, una giunta di sinistra e trovo intollerabile che sia stato consegnato nella Sala della Protomoteca del Campidoglio e che siano state accolte dal consigliere anziano Dario Nanni (ex Pd, eletto nella lista Calenda). Mi imbarazza essere romana.

Mariella Spatafora, Roma

Mi ero sempre chiesto come mai nel paese dei premi e delle truffe, dove anche i premi sono truffe, non premiassero mai i più bravi.


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