Caro Merlo, presto avremo il primo caso al mondo di un assassinio con due colpevoli: uno condannato in via definitiva e un altro in primo grado. E se la posizione di Stasi fosse riesaminata con la conferma che è il colpevole e poi Sempio venisse condannato come colpevole…
Bruno Peiré, Genova
Il paradosso dei due colpevoli, condannati da due sentenze «oltre ogni ragionevole dubbio», esalta la fantasia e la morbosità degli italiani che male sopporterebbero invece che i due risultassero entrambi innocenti. Lo scontro Stasi-Sempio, come quello dei gladiatori al Colosseo, viene eccitato dalla prosa immaginifica e letteraria della cronaca nera che nel nostro Paese “macina” e consuma casi emblematici. L’esito finale conta meno delle trame misteriose e degli intrighi diabolicamente veri del caso Garlasco, che si sta consumando adesso, prima dei nuovi processi, con una partecipazione popolare superiore persino a quella che rese famosissimo lo smemorato di Collegno (1927). Per Garlasco manca so…
Caro Merlo, presto avremo il primo caso al mondo di un assassinio con due colpevoli: uno condannato in via definitiva e un altro in primo grado. E se la posizione di Stasi fosse riesaminata con la conferma che è il colpevole e poi Sempio venisse condannato come colpevole…
Bruno Peiré, Genova
Il paradosso dei due colpevoli, condannati da due sentenze «oltre ogni ragionevole dubbio», esalta la fantasia e la morbosità degli italiani che male sopporterebbero invece che i due risultassero entrambi innocenti. Lo scontro Stasi-Sempio, come quello dei gladiatori al Colosseo, viene eccitato dalla prosa immaginifica e letteraria della cronaca nera che nel nostro Paese “macina” e consuma casi emblematici. L’esito finale conta meno delle trame misteriose e degli intrighi diabolicamente veri del caso Garlasco, che si sta consumando adesso, prima dei nuovi processi, con una partecipazione popolare superiore persino a quella che rese famosissimo lo smemorato di Collegno (1927). Per Garlasco manca solo un numero verde per dare suggerimenti ai pm di Pavia, alla polizia scientifica e, perché no?, agli imputati, Stasi che sta in galera e Sempio che potrebbe finirci al suo posto. È però letteratura senza spazio di realtà la sua idea, caro Pieré, che finiscano entrambi in galera e magari nella stessa cella.
Caro Merlo, andare a rimorchio di Conte e M5S è una stupidaggine colossale. Chi di dovere forse se ne sta rendendo conto.
Marco Colli, Inveruno (Milano)
Temo di no, anche perché non ci sono solo torti, ma c’è anche qualche ragione nella posizione «testardamente unitaria».
Caro Merlo, oltre ai torturatori darei l’ergastolo alla sciagurata ricercatrice inglese che ha mandato un ingenuo Regeni in Egitto dove la vita non vale un soldo bucato.
Luisella Basili
Abbiamo ricordato ieri (mercoledì 30 settembre) l’oltraggio che Giulio ha subito da parte delle due cattive maestre, Maha Mahfouz Abdel Rahman, la tutor di Regeni a Cambridge, e Rabab Al Mahdi, al Cairo. I 25 lettori di questa rubrica stanno intasando di mail di indignazione la casella della posta.
Caro Merlo, è affascinante, ma è un’arma a doppio taglio, la sua risposta al chirurgo Sansoni a proposito di Meloni che insegue nella scuola italiana «il burqa metafisico», quello che avanza da solo senza alcuna donna dentro. È una metafora dell’ideologia che ti spinge a combattere nemici che non esistono, e riguarda la destra, ma potrebbe valere anche per la sinistra che va a caccia del “fascista metafisico”.
Ennio Montedoro, Pescara
Ha ragione, l’ideologia fa stravedere anche la sinistra, ma restando in tema si vedono in giro molti più fascisti in carne e ossa che burqa riempiti.
Caro Merlo, proporrei di ghigliottinare l’antipatico gesto di mettere la mano davanti alla bocca per coprire il labiale in un contesto passibile di ripresa video; mi riferisco a chi riveste funzioni pubbliche. A scanso di truculenti equivoci, sottolineo che si ghigliottina l’azione e non l’arto.
Paolo Lena, Vicenza
Benché antipatico è un gesto di difesa contro l’invadenza dei video, che può essere altrettanto antipatica.