Caro Merlo, so che lei non mi pubblicherà ma io ci provo lo stesso a scrivere che «uno vale uno» è il validissimo principio dell’eguaglianza e della democrazia: il povero vale il ricco, il sano non conta più del malato, e anche il colto e l’ignorante hanno gli stessi diritti e a tutti vanno offerte le stesse opportunità perché «uno vale uno». Vedrà che un giorno l’Italia per bene chiederà scusa a Beppe Grillo che ha inventato lo slogan più democratico dopo «Liberté, égalité, fraternité».
Mariella Ausilio, Genova
Si fidi di me che ho visto nascere i grillini, «uno vale uno» non è stata l’esaltazione dell’uguaglianza, ma la cancellazione delle competenze e del merito, l’idea strampalata ed eversiva che i deputati dovessero essere scelti per sorteggio invece che con elezioni. Più dannoso dello stesso vaffa, quello slogan legittimò Di Maio, Toninelli, Di Battista, Fofò DJ Bonafede, Virginia Raggi e gli altri ex squinternati d’assalto, non solo “i diciannovisti” del vaffa-day, ma tutte le…
Caro Merlo, so che lei non mi pubblicherà ma io ci provo lo stesso a scrivere che «uno vale uno» è il validissimo principio dell’eguaglianza e della democrazia: il povero vale il ricco, il sano non conta più del malato, e anche il colto e l’ignorante hanno gli stessi diritti e a tutti vanno offerte le stesse opportunità perché «uno vale uno». Vedrà che un giorno l’Italia per bene chiederà scusa a Beppe Grillo che ha inventato lo slogan più democratico dopo «Liberté, égalité, fraternité».
Mariella Ausilio, Genova
Si fidi di me che ho visto nascere i grillini, «uno vale uno» non è stata l’esaltazione dell’uguaglianza, ma la cancellazione delle competenze e del merito, l’idea strampalata ed eversiva che i deputati dovessero essere scelti per sorteggio invece che con elezioni. Più dannoso dello stesso vaffa, quello slogan legittimò Di Maio, Toninelli, Di Battista, Fofò DJ Bonafede, Virginia Raggi e gli altri ex squinternati d’assalto, non solo “i diciannovisti” del vaffa-day, ma tutte le impalpabili emanazioni della piattaforma Rousseau, i reclutati in rete da Grillo e Casaleggio, più numerosi e più fake delle loro fake news. Uno vale uno è stato il fondamento della cretinocrazia che continua a perseguitarci nelle varie forme di populismo: il popolo contro l’élite, il web contro l’università, la promozione dei professori-paperini, quelli delle scie chimiche, dei microchip sotto la pelle, e «il tumore si cura con il limone e la cacca di capra» e «l’Aids è la più grande bufala del secolo». Dobbiamo a «uno vale uno» anche Giuseppe Conte, che pure rinnega l’inconsistenza che l’ha prodotto. Grigio e sconosciuto professore con il curriculum gonfiato, era «il premier uno vale uno» di Salvini e Di Maio, il vice dei suoi vice. Ci credo che Conte senta di valere molto più di uno, adesso che, acquattato nella sinistra pacifista, si contrappone al Pd di Elly Schlein, e sempre più in politica estera si avvicina a Salvini e Vannacci, aspirante leader del futuro blocco dei partirti filorussi.
Caro Merlo, vabbè che non ci sono più le sezioni di partito, vabbè che nessuno fa più un incontro, per non parlare di un comizio, ma votare online per le primarie mi pare l’ultimo gradino da scendere, per fare della partecipazione un ectoplasma. Ma forse la mia è solo nostalgia senile.
Sergio Vedovato, Novara
Nessuno in Italia ha mai votato online tranne i 5stelle, con risultati spesso “bulgari” che hanno sempre sollevato dubbi e sospetti.
Caro Merlo, mi è venuto un dubbio: la sinistra si è sempre fatta male da sola. Dal congresso che non elesse Occhetto a Bertinotti che fece cadere Prodi, da Renzi che fece le scarpe a Letta ai centouno che non votarono Prodi. Eccetera eccetera. Siamo sicuri che tutto il Pd voti alle primarie Elly Schlein e non lavori per sabotarla?
Matteo Usberti
A sinistra ci sono vecchi uomini d’apparato che sono “consiglieri” di Conte, ma io non conosco nessun elettore del Pd che voterebbe Conte.