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Il pubblico vilipendio del fucilato. Il Melonellum non diventi alibi

Sergio Mattarella 

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Posta e risposta del 10 ottobre 2026
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Caro Francesco, sono da sempre contraria alla pena di morte, ma la scelta di trasmettere in diretta streaming la fucilazione di Nidal Hasan supera ogni limite. Trasformare l’uccisione di un uomo in un evento online equivale a riportare in vita le esecuzioni pubbliche, questa volta davanti a una telecamera. Provo un profondo disgusto per questa scelta.

Sara Prando

Antichissimo, il pubblico vilipendio del corpo del condannato salta fuori dal fango dei secoli e torna ad essere esibito con spavalderia anche nell’Occidente libero, nel Paese-simbolo della democrazia. Certo, la Giustizia americana, con i suoi processi e le sue garanzie, non è paragonabile alle sentenze del terrorismo islamista, ma una fucilazione in streaming è tortura come lo erano i video-shock, mandati in onda da Al Jazeera, dei fanatici dell’Iraq e del Pakistan che rilanciarono la decapitazione e lo sgozzamento. Molti di noi staranno dalla parte del fucilato, qualunque sia il delitto che ha commesso, ma ci imbruttirà tut…

Caro Francesco, sono da sempre contraria alla pena di morte, ma la scelta di trasmettere in diretta streaming la fucilazione di Nidal Hasan supera ogni limite. Trasformare l’uccisione di un uomo in un evento online equivale a riportare in vita le esecuzioni pubbliche, questa volta davanti a una telecamera. Provo un profondo disgusto per questa scelta.

Sara Prando

Antichissimo, il pubblico vilipendio del corpo del condannato salta fuori dal fango dei secoli e torna ad essere esibito con spavalderia anche nell’Occidente libero, nel Paese-simbolo della democrazia. Certo, la Giustizia americana, con i suoi processi e le sue garanzie, non è paragonabile alle sentenze del terrorismo islamista, ma una fucilazione in streaming è tortura come lo erano i video-shock, mandati in onda da Al Jazeera, dei fanatici dell’Iraq e del Pakistan che rilanciarono la decapitazione e lo sgozzamento. Molti di noi staranno dalla parte del fucilato, qualunque sia il delitto che ha commesso, ma ci imbruttirà tutti lo spettacolo di un’esecuzione che trasforma in rito collettivo la pulsione di far male al “colpevole”, proprio come in Iran e in Cina, come nella ferocia dei russi in Ucraina, come nel mattatoio di Gaza.

Caro Merlo, nessuno si aspetta o spera che Sergio Mattarella si schieri apertamente contro questa legge elettorale. È vero però, che tutti coloro che amano la Costituzione confidavano che il nostro Presidente, visto che la Consulta potrebbe non fare in tempo a pronunciarsi, mettesse in atto qualsiasi prerogativa che quella stessa Costituzione gli riconosce per impedire, finché siamo in tempo, che questo Paese, dopo di lui, non venga più governato ma comandato dalla destra. I loro rappresentanti, se dovesse vincere quello schieramento, non faranno più fatica non solo a non dichiararsi antifascisti, ma soprattutto non dovranno più fare i conti con i rilievi del Colle. E questa deriva credo che il Presidente l’abbia bene in mente.

Raffaele Cotugno — Roma

Non esageri. La legge non ci piace, come ieri ha spiegato bene Annalisa Cuzzocrea. Ma se, dopo le elezioni politiche del prossimo anno, il nostro futuro dovesse essere così nero come lei lo prevede, la colpa sarebbe tutta nostra e non di questa legge. E su Mattarella le ripeto quel che ho già scritto: non si immagini, come sogna tutta la destra, da Salvini sino a quel genio di Travaglio, un arbitro che dilata la propria funzione e partecipa al gioco fingendo di non parteciparvi, garante delle regole che viola. Prenda invece Mattarella come una bussola e, adesso che il presidente ha firmato la legge, si conceda, anche lei, un bagno di realismo.

Caro Merlo, la parola “visionario” è ormai usata come elogio compiaciuto di qualsiasi cosa, un progetto politico, un film, un articolo di giornale. Io la trovo insopportabile e la propongo per la ghigliottina.

Chiara Colombo — Pavia

E io taglio la testa a “visionario”, che salta dalle allucinazioni alla lungimiranza, da chi stravede a chi prevede, dalla pazzia alla creatività… Insomma “visionario” è così abusata che, potendo significare una cosa e il suo contrario, non significa niente.

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