Caro Merlo, sono un architetto di Fiume, in Croazia, e seguo il dibattito sul nuovo Stadio Maksimir di Zagabria, il cui concorso è stato vinto dallo studio italiano VG13, di Tommaso Fantini e Alberto Rossi, tra 88 proposte. Se ne parla poco in Italia. Il progetto è stato votato all’unanimità. Sono seguiti tre ricorsi formali. Ritengo però inaccettabile un’interferenza politica nella valutazione professionale di un concorso internazionale, soprattutto quando lo stesso primo ministro Andrej Plenković ne contesta l’esito sul piano estetico. La critica può essere legittima, ma il giudizio politico non dovrebbe sostituirsi a quello di una giuria qualificata.
Marko Franković
Caro Frankovic, grazie della testimonianza, che è preziosa perché la violenta, miserabile campagna denigratoria su Instagram contro i legittimi vincitori Tommaso Fantini e Alberto Rossi, colpevoli di essere italiani, è stata iniziata da alcuni architetti locali, vale a dire da suoi colleghi e compatrioti. Sono stati lor…
Caro Merlo, sono un architetto di Fiume, in Croazia, e seguo il dibattito sul nuovo Stadio Maksimir di Zagabria, il cui concorso è stato vinto dallo studio italiano VG13, di Tommaso Fantini e Alberto Rossi, tra 88 proposte. Se ne parla poco in Italia. Il progetto è stato votato all’unanimità. Sono seguiti tre ricorsi formali. Ritengo però inaccettabile un’interferenza politica nella valutazione professionale di un concorso internazionale, soprattutto quando lo stesso primo ministro Andrej Plenković ne contesta l’esito sul piano estetico. La critica può essere legittima, ma il giudizio politico non dovrebbe sostituirsi a quello di una giuria qualificata.
Marko Franković
Caro Frankovic, grazie della testimonianza, che è preziosa perché la violenta, miserabile campagna denigratoria su Instagram contro i legittimi vincitori Tommaso Fantini e Alberto Rossi, colpevoli di essere italiani, è stata iniziata da alcuni architetti locali, vale a dire da suoi colleghi e compatrioti. Sono stati loro a montare la protesta sovranista che è degenerata fino all’intrusione politica del premier Plenković. Sono sicuro che Rajka Bunjevac, presidente dell’Ordine degli architetti della Croazia (Hka), che è già intervenuta a difesa del progetto che ha vinto su altre 88 proposte, fermi con severi provvedimenti disciplinari la brutta deriva di illegalità nazionalista della vostra nobile professione.
Caro Merlo, povero Cristoforo Colombo! Per lui non c’è pace. In prossimità del Columbus day, Trump lo ha innalzato sull’altare per conquistarsi il voto degli italo-americani. Pure in polemica con gli estremisti della cancel culture che ne hanno sfregiato i monumenti, attribuendo allo scopritore dell’America la responsabilità originaria della decimazione dei nativi. I festeggiamenti per i l 12 ottobre hanno sempre suscitato tanti appetiti. Mussolini dichiarò questa data festa nazionale. L’ultimo dei politici italiani a evocare il genovese è stato, a marzo, il ministro della Cultura, Alessandro Giuli, che a New York ha sentenziato: “La cancel culture non riuscirà a dissolverlo”. Gli storici ci invitano alla cautela, a distinguere tra intenzioni di Colombo e le conseguenze della colonizzazione. Non è ora che si smetta di tirarlo per la giacchetta, anzi per la palandrana?
Mirella Serri
Per una volta Trump ha ragione, Cristoforo Colombo ha scoperto l’America e non è responsabile né dello sterminio degli indiani né delle devastanti presidenze Trump.
Caro Merlo potrebbe esser una proposta sensata far pagare ai genitori di minori, non punibili, che commettono reati molto gravi una pena restrittiva (carceraria)?
Anna Beltrame
Non solo questi genitori hanno la disgrazia di avere figli delinquenti, ma lei vuole pure mandarli in galera. Temo che i soli contenti sarebbero quei ragazzini sbandati.
Caro Merlo, ho dovuto raggiungere via Mezzocannone a Napoli per trovare “I ragazzi dei carruoccioli” edito dalla Libreria Dante&Descartes. Libro di meraviglia assoluta che mi ha riportato alla metà degli anni cinquanta quando anch’io ho “navigato” sui carruoccioli precipitando per le strade del Vomero.
Raffaello Attanasio
Piano piano, il romanzo postumo di Biagio De Rosa ha preso la rincorsa.