✕

Pescara, la battaglia degli adesivi. L’Italichese patriottardo, ora basta

Ascolta l'audio

Posta e risposta del 14 ottobre 2026
2 minuti di lettura

Caro Merlo, la consigliera regionale vannacciana Toppetti ha “toppato”. Molti esercenti di Pescara si sono indignati perché questa Toppetti, ex di Forza Italia, aveva fatto credere loro che l’adesivo “Negozio italiano” fosse un riconoscimento, un premio di qualità e non un bollino sovranista del generale Vannacci. Saputa la verità dal quotidiano di Pescara “Il Centro” di Luca Telese, hanno provveduto a toglierli immantinente.

Piero Orrú

La sorpresa è stata però “la battaglia degli adesivi”. Nulla ne avremmo infatti saputo se il tabaccaio Giacomo Di Matteo non avesse fabbricato il contro — adesivo: “Questo è un negozio umano”. Si sono dunque affrontati i due adesivi — “Negozio italiano” e “Negozio umano” — sulle vetrine e sulle saracinesche che sono diventate il corpo vivo della “città scritta”. Incisi come cicatrici, inaspettatamente, i due slogan hanno infatti preso su di sé tutti i significati d’epoca: l’identità contro l’inclusione, la piccola patria contro il mondo, la destra co…

Caro Merlo, la consigliera regionale vannacciana Toppetti ha “toppato”. Molti esercenti di Pescara si sono indignati perché questa Toppetti, ex di Forza Italia, aveva fatto credere loro che l’adesivo “Negozio italiano” fosse un riconoscimento, un premio di qualità e non un bollino sovranista del generale Vannacci. Saputa la verità dal quotidiano di Pescara “Il Centro” di Luca Telese, hanno provveduto a toglierli immantinente.

Piero Orrú

La sorpresa è stata però “la battaglia degli adesivi”. Nulla ne avremmo infatti saputo se il tabaccaio Giacomo Di Matteo non avesse fabbricato il contro — adesivo: “Questo è un negozio umano”. Si sono dunque affrontati i due adesivi — “Negozio italiano” e “Negozio umano” — sulle vetrine e sulle saracinesche che sono diventate il corpo vivo della “città scritta”. Incisi come cicatrici, inaspettatamente, i due slogan hanno infatti preso su di sé tutti i significati d’epoca: l’identità contro l’inclusione, la piccola patria contro il mondo, la destra contro la sinistra…E quando la Toppetti ha sventolato l’omosessualità del tabaccaio Giacomo, allora sì che lo scontro è diventato totale. Risultato? Sebbene la Toppetti fosse stata votatissima, a Pescara ha vinto Giacomo. Che sia lui il vero leader del campo largo?

Caro Merlo, alla signora Anna Beltrame lei ha risposto “non solo questi genitori hanno la disgrazia di avere figli delinquenti, ma lei vuole pure mandarli in galera. Temo che i soli contenti sarebbero quei ragazzini sbandati”.D’accordo, niente carcere per i genitori. Ma le chiedo: cosa o chi li ha resi sbandati? Le famose cattive compagnie? (Pinocchio, Cuore). O anche l’ambiente familiare distratto o incapace o addirittura peggiore dei figli?

Giovan Battista Fecarotta — Roma

Nessuno sa come e perché un ragazzino diventa delinquente ed è sano diffidare di chi crede di saperlo. Non so se lei mette la sua vita sulle spalle di suo padre e sua madre e prende sulle sue spalle le vite dei suoi figli. Sono esercizi spirituali inevitabili che mai offrono, però, soluzioni congrue. Conosco un insegnante che in Sicilia ha avuto come allievi giovani che sono morti ammazzati e altri che sono finiti in galera e gli capita — mi ha confessato — di mettere le loro colpe sulle proprie spalle di insegnante. Sono tormenti comprensibili, ma solo un barbaro può avere l’idea di punire con la galera i sensi di colpa.

Caro Merlo, proporrei per la ghigliottina, “sapori e saperi”, il gioco di parole più trito e abusato degli ultimi anni. E poi, “eccellenza italiana”: ormai non si può più mangiare una fetta di capocollo senza che si levino in volo le Frecce Tricolori. In generale, abolirei tutti i termini appartenenti all’italichese patriottardo (territorio, radici, cucina povera ecc.), ma so di chiedere troppo.

Roberto Rognoni — Conegliano (Tv)

L’italichese patriottardo è soprattutto linguaggio di cucina, a partire da quella intelligentissima scemenza, che la prima volta venne detta da Prezzolini, che addentare gli spaghetti significa impadronirsi della cultura italiana (“meglio che leggere Dante”). Alla fine abbiamo realizzato la profezia di Brecht e consegnato l’Italia ai cuochi. Ghigliottine approvate.

Leggi i commenti