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L’applauso che avverte e ammicca. Se il Pd si libera dell’alleato sleale

Roma, 14 ottobre: applausi durante l'intervento di Giorgia Meloni (lapresse)

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Posta e risposta di sabato 17 ottobre 2026
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Caro Merlo, le sono grata per la risposta sugli applausi di alcuni parlamentari di opposizione a Meloni sull’Ucraina. Una parte è forte se dice all’antagonista: «Su questo tema concordo con te».

Silvana Cabrini

La difesa dell’Ucraina e dell’Europa è uno di quegli argomenti di politica estera che dovrebbero unire destra e sinistra a prescindere dagli applausi, che sarebbero comunque il suono collettivo dell’unità nazionale solo quando esprimessero il sostegno dell’opposizione verso il governo, il reciproco riconoscimento tra avversari che si ritrovano nel superiore interesse comune. Sparuti, gli applausi di alcuni parlamentari dell’opposizione — la destra della sinistra — sono invece ammiccamenti all’avversario che governa e soprattutto avvertimenti alla propria parte che non applaude.

Caro Francesco, non crede che se Schlein rompesse la ridicola alleanza del campo largo e portasse il Pd a correre in solitaria guadagnerebbe i milioni di astenuti (di sinistra, io sono uno di essi) delle…

Caro Merlo, le sono grata per la risposta sugli applausi di alcuni parlamentari di opposizione a Meloni sull’Ucraina. Una parte è forte se dice all’antagonista: «Su questo tema concordo con te».

Silvana Cabrini

La difesa dell’Ucraina e dell’Europa è uno di quegli argomenti di politica estera che dovrebbero unire destra e sinistra a prescindere dagli applausi, che sarebbero comunque il suono collettivo dell’unità nazionale solo quando esprimessero il sostegno dell’opposizione verso il governo, il reciproco riconoscimento tra avversari che si ritrovano nel superiore interesse comune. Sparuti, gli applausi di alcuni parlamentari dell’opposizione — la destra della sinistra — sono invece ammiccamenti all’avversario che governa e soprattutto avvertimenti alla propria parte che non applaude.

Caro Francesco, non crede che se Schlein rompesse la ridicola alleanza del campo largo e portasse il Pd a correre in solitaria guadagnerebbe i milioni di astenuti (di sinistra, io sono uno di essi) delle precedenti elezioni?

Fabio Bertelli

Non lo so, Elly Schlein ha ottime ragioni per ripetere che solo uniti si vince. Ma l’alleato, sleale e pure filorusso, allontana sia gli elettori come lei e sia quelli come me, anche se forse non ci somigliamo, perché io ho sempre votato.

Caro Merlo, finalmente una bella notizia che apprendo dall’articolo di Matteo Pucciarelli. Sindacati, associazioni e movimenti della sinistra radicale europea, che non si riconosce nel pacifismo nostrano, si organizzano per aiutare la resistenza ucraina. Era ora.

Federica Finotto

Ha ragione, cara Finotto, era ora. E forse è anche l’ora giusta perché mai l’Ucraina, abbandonata da Trump, aveva avuto così tanto bisogno di aiuto.

Caro Merlo, esce nei cinema “Zustissia” che racconta la storia di Beniamino Zuncheddu condannato nel 1991 all’ergastolo per un triplice omicidio mai commesso e, dopo 33 anni in carcere, assolto nel 2024 grazie a una sentenza di revisione. Ricordo il Partito Radicale che ha promosso la proposta di legge di iniziativa popolare Zuncheddu per garantire una provvisionale economica per chi è stato condannato ingiustamente e poi assolto con revisione o è stato vittima di ingiusta detenzione.

Sergio Giucastro, Milano 

La storia di Zuncheddu è terribile e «bisogna parlarne e farne parlare» come dice Geppy Cucciari in una scena del trailer, ma non basta una nobile causa per fare un bel film. Giudichiamolo dopo averlo visto.

Caro Merlo, viene usata e strausata dai politici la parola flessibilità. Poiché flessibilità sta per aumento del debito, potremmo ghigliottinarla.

Guido Araldi

È però legittimo sostenere che una maggiore flessibilità possa produrre ripresa economica e anche più liberà. La parola ha mille significati, ed è sospetta la flessibilità sui temi etici, ma si può flettere la flessibilità sino a includervi i salari. Insomma, la flessibilità merita una ri-flessione prima di arrivare, caro Araldi, alla sua in-flessibilità, che è un’altra retorica, quello del «qui nessuno è flesso». Ghigliottina negata.


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