Caro Merlo, è straziante l’immagine dei due agenti che commentano con cinica indifferenza gli ultimi sussulti in vita del sottomesso, letteralmente, Fakir: «È schiattato, ah». «Cazzo me ne frega a me». Il tutto offre uno spettacolo agghiacciante, in una gara verso il peggio tra i due poliziotti e la silenziosa, al riguardo, competente autorità di governo. Si conferma di questo governo (fratello di quello del 2001 al tempo dei fatti di Genova) la tendenza a una inaccettabile parzialità nella protezione del personale di polizia rispetto ai cittadini, tutti, non solo Fakir.
Mauro Zampini
Capisco che si possano tirare in ballo le squadracce di Trump, il governo, i muscoli della destra, i precedenti, Genova, la storia d’Italia e la Costituzione, ma la verità è che la tragedia che si è consumata sul marciapiede di via Svevo a Bologna ha riguardato quei tre uomini e solo loro: il marocchino che dava di matto e i due poliziotti che dovevano calmarlo. Penso che Fakir avrebbe meritato di incont…
Caro Merlo, è straziante l’immagine dei due agenti che commentano con cinica indifferenza gli ultimi sussulti in vita del sottomesso, letteralmente, Fakir: «È schiattato, ah». «Cazzo me ne frega a me». Il tutto offre uno spettacolo agghiacciante, in una gara verso il peggio tra i due poliziotti e la silenziosa, al riguardo, competente autorità di governo. Si conferma di questo governo (fratello di quello del 2001 al tempo dei fatti di Genova) la tendenza a una inaccettabile parzialità nella protezione del personale di polizia rispetto ai cittadini, tutti, non solo Fakir.
Mauro Zampini
Capisco che si possano tirare in ballo le squadracce di Trump, il governo, i muscoli della destra, i precedenti, Genova, la storia d’Italia e la Costituzione, ma la verità è che la tragedia che si è consumata sul marciapiede di via Svevo a Bologna ha riguardato quei tre uomini e solo loro: il marocchino che dava di matto e i due poliziotti che dovevano calmarlo. Penso che Fakir avrebbe meritato di incontrare, nel giorno della sua pazzia e del suo arresto, due veri poliziotti e non la loro caricatura, due dei tanti poliziotti italiani che provano compassione per i disgraziati come lui, due dei tantissimi nostri poliziotti che si lasciano guidare dalla comprensione intuitiva, e certo lo avrebbero bloccato con la giusta forza per contenere i suoi furori, ma molto civilmente avrebbero pensato anche a come aiutarlo, a come difenderlo da sé stesso, a come sorreggerlo, a come farlo respirare, a come rincuoralo, a come garantirgli un conforto civile, a come evitargli di finire nella disumanità, schiacciato sul marciapiede che lo ha ucciso. Di questo è morto Fakir: di marciapiede.
Caro Merlo, il governo stanzia 100 euro l’anno per ogni neonato (quasi 8 euro e mezzo al mese). Era ora. Saremo invasi dai bambini. Chissà se le sale parto basteranno.
Dario Castriota
Come dice il ritornello? «Sono Giorgia, sono una madre, sono cristiana».
Caro Merlo, rinuncerei al Csm solo per non andare a pranzo con Donzelli.
Sergio Vedovato
Di Pietro sapeva che non sarebbe andato al Csm, voleva solo resuscitare, come Lazzaro. E Donzelli ha aperto il sepolcro e gli ha detto: «Alzati e cammina».
Caro Merlo, non trova che i cretini che hanno imbrattato i lavori di Laika nella galleria d’arte romana in realtà le hanno fatto un favore? Le opere sporcate con lo spray aumentano di valore.
Pierluigi Sacconi, Roma
Non lo so, vedo solo sporcizia negli scarabocchi dei tre incappucciati sui lavori di Laika. Gli spruzzi di vernice nera non sono i baffi che Duchamp mise alla Gioconda, e va bene che la mostra era intitolata The Collapse of Democracy e c’era, tra le opere, un Trump re nudo, ma qui il teppismo, come le tarme in un archivio o i tarli in un mobile, non è riuscito a diventare scandalo politico che promuove quel che vandalizza.
Caro Merlo, se accadesse quella cosa bella e desiderata, vorrei che il ministro della Giustizia fosse Luigi Manconi. Chiedo troppo?
Silvana Cabrini
Sicuramente Luigi Manconi è prezioso per il Paese.