Caro Francesco, non riesco a capire tutta questa esultanza perché le autorità francesi ci concedono l’accesso ai loro documenti segreti. Probabilmente quello più importante sarà da loro nascosto. Io mi sarei accontentato di chiedere alla Francia una relazione anche di poche pagine sulla ricostruzione dei fatti, dal loro punto di vista. Potrebbe bastare per schiarirci le idee, e soprattutto evitare di spendere soldi per l’ennesima Commissione che sarà creata per esaminare tutti questi documenti.
Antonio Tedeschi
Tra i problemi del “caso Ustica” ci sono quegli italiani che, come lei, la sanno lunga e hanno già deciso che i francesi, furbi, ci lasceranno vedere di tutto e di più, tranne il documento più importante, il solo che inchioda i veri colpevoli, di cui quelli che non se la bevono sanno già tutto.
Caro Merlo, non ha anche lei la percezione che la fine del genere umano sia diventata un abituale argomento di conversazione a tavola, in taxi, nei salotti, persino in ascensore? Ci vien…
Caro Francesco, non riesco a capire tutta questa esultanza perché le autorità francesi ci concedono l’accesso ai loro documenti segreti. Probabilmente quello più importante sarà da loro nascosto. Io mi sarei accontentato di chiedere alla Francia una relazione anche di poche pagine sulla ricostruzione dei fatti, dal loro punto di vista. Potrebbe bastare per schiarirci le idee, e soprattutto evitare di spendere soldi per l’ennesima Commissione che sarà creata per esaminare tutti questi documenti.
Antonio Tedeschi
Tra i problemi del “caso Ustica” ci sono quegli italiani che, come lei, la sanno lunga e hanno già deciso che i francesi, furbi, ci lasceranno vedere di tutto e di più, tranne il documento più importante, il solo che inchioda i veri colpevoli, di cui quelli che non se la bevono sanno già tutto.
Caro Merlo, non ha anche lei la percezione che la fine del genere umano sia diventata un abituale argomento di conversazione a tavola, in taxi, nei salotti, persino in ascensore? Ci viene annunciata nei film e documentari, la intravediamo nella tragedia raccontate dai giornali, insomma ce l’aspettiamo. Neppure nei periodi peggiori della guerra fredda si temeva come oggi che il mondo non ce l’avrebbe fatta. Sta succedendo qualcosa di terribile e di pazzo, ma non sappiamo cos’è?
Eleonora Marini — Genova
L’apocalisse è attesa, la si sente arrivare, c’è persino una sottile, rassegnata voglia di affrettarla. Un giorno ci convinciamo che la fine del genere umano sarà dovuta ai disastri “naturali” del clima. Il giorno dopo ci rassegniamo all’ammutinamento dell’intelligenza artificiale che prenderà il potere, anzi il superpotere. E l’indomani ci mettiamo a contare le guerre locali che, sommandosi una sull’altra, diventeranno presto una guerra mondiale che coinvolgerà ovviamente anche lo spazio. E c’è sempre la possibilità di alzare gli occhi e vedere nei cieli i droni e le altre diavolerie tecnologiche che si accaniscono tra loro in una distruzione della quale non vedremo l’autore e dunque moriremo senza neppure capire chi ci uccide, se un qualche nemico oppure un qualche fuoco amico. Alla fine sarebbe persino un conforto, come rivedere un parente, ritrovare i vecchi funghi, le atomiche che esploderanno qui e là nelle città disarmate dai pacifisti, una bomba in risposta all’altra, “bomba su bomba” come nella canzone di Venditti. Del resto, che vale vivere se l’inflazione impoverisce e inacidisce la vita delle famiglie e dei Paesi? Cara signora Marini, vedrà che rimanderemo ancora una volta l’apocalisse e che il genere umano, nonostante tutte le tragedie che ci aspettano, ce la farà ancora una volta. Su una cosa le dò completamente ragione: stiamo diventando tutti poveri e pazzi.
Caro Merlo, dice che non risponderà alle provocazioni, chiama al tavolo anche i centristi, Renzi compreso, si prepara alle primarie con i tempi del Pd e non con quelli di Conte…: sono segnali che la leadership di Elly Schlein si consolida o che si estenua?
Nino Caffarelli — Roma
La situazione è molto delicata, ma l’idea arcitaliana di rinviare lo scontro a viso aperto in genere non rafforza una leadership. E capita spesso che il rinvio diventi rimpianto.