Caro Francesco, Catherine Birmingham, “la mamma del bosco”, insegnerà pedagogia. Com’è possibile che lo Stato che le ha inflitto il castigo di toglierle i bimbi che non sapeva educare la metta nel ruolo di educatrice?
Fabrizio Cottura, Varallo Sesia (Vercelli)
“L’Istituto nazionale di pedagogia familiare” è un’istituzione privata, anche se dal ministero è “accreditata”, che non si sa mai bene cosa significhi, ma che, comunque, non è una garanzia di qualità. Alla fine, lo Stato c’entra poco nella scelta di offrire a Catherine una collaborazione al corso di “intelligenza naturale” (60 euro lordi all’ora). Quale che sia il giudizio sulla famiglia nel bosco, questo insegnamento, dal punto di vista etico, sembra lo strillo di una delle tante trasmissioni shock del pomeriggio tv, quelle che chiamerebbero Stasi e Sempio a dibattere sull’amore o i black bloc incappucciati a spiegare come ci si comporta in una strada affollata.
Caro Francesco, avete voglia a scrivere che non bisogna fare allar…
Caro Francesco, Catherine Birmingham, “la mamma del bosco”, insegnerà pedagogia. Com’è possibile che lo Stato che le ha inflitto il castigo di toglierle i bimbi che non sapeva educare la metta nel ruolo di educatrice?
Fabrizio Cottura, Varallo Sesia (Vercelli)
“L’Istituto nazionale di pedagogia familiare” è un’istituzione privata, anche se dal ministero è “accreditata”, che non si sa mai bene cosa significhi, ma che, comunque, non è una garanzia di qualità. Alla fine, lo Stato c’entra poco nella scelta di offrire a Catherine una collaborazione al corso di “intelligenza naturale” (60 euro lordi all’ora). Quale che sia il giudizio sulla famiglia nel bosco, questo insegnamento, dal punto di vista etico, sembra lo strillo di una delle tante trasmissioni shock del pomeriggio tv, quelle che chiamerebbero Stasi e Sempio a dibattere sull’amore o i black bloc incappucciati a spiegare come ci si comporta in una strada affollata.
Caro Francesco, avete voglia a scrivere che non bisogna fare allarmismi! Da quando il mio amato prosciutto cotto è stato inserito nella lista degli alimenti cancerogeni, la nostra bella tavola (abbiamo tre figli) ha perso l’innocenza. Nulla è proibito, ma mia moglie non compra più cotto, crudo, salame, bresaola, speck, pancetta, mortadella, wurstel, hot dog, salsicce, bacon... : niente più carbonara e amatriciana, addio guanciale croccante, anche il vino è un bel ricordo. Mi sono ridotto a mangiare di nascosto!
Filippo Villa, Milano
Sento che lei vorrebbe essere rincuorato e invitato a mangiare ancora il suo prosciutto cotto, solo con più moderazione. Ci sono attenuanti e distinguo ed è facile ricorrere alle virgolette che disinfettano la parola “cancerogeno”… Caro Villa, ognuno faccia lucidamente quel che vuole, ma visto che il prosciutto è cancerogeno, è meglio non mangiarlo.
Caro Francesco, ormai in ogni articolo di cronaca politica si cita il “nuovo” libro di Bruno Vespa. Sembrano le previsioni di Nostradamus: profezie “politiche” sul futuro dell’Italia.
Antonio Imbrenda, Ancona
Il mistero non è Vespa che pubblica ogni anno un libro di vecchie banalità con la complicità del potente di turno: Berlusconi, D’Alema, Renzi, Meloni. Il mistero sono i giornali che le rilanciano, una al giorno, come fossero scoop di palazzo: Meloni è borgatara e non sopporta i salotti; Meloni vorrebbe uno di destra al Quirinale, ma lei non è interessata; Meloni non si pente di avere appoggiato Trump. L’anno scorso Vespa ci svelò che tra Mussolini e Petacci fu vero amore, che donna Rachele era un po’ gelosa, e che il feroce Hitler era gentile con le signore (escluse le ebree). I cronisti di agenzia fingono di stupirsi: ma va? I politici fingono di polemizzare, come Calenda e Salvini. E Flaubert trema perché il suo famoso dizionario è sorpassato e gli italiani preferiscono Vespa, sorseggiando sul Freccia Rossa il rosso di Vespa che le Fs vendono come vino di Stato.
Caro Merlo, Chigi senza “palazzo” è innominabile!
Alessandro Ricci
E pensi che tra i cronisti c’è la categoria specializzata dei “chigisti”. Ghigliottina.