DALLA scorsa settimana siamo alle prese con il menu anagrammato del pranzo del congresso enigmistico del 1952, a Firenze. I menu anagrammati non hanno soluzione scritta: la soluzione consiste in ciò che arriva in tavola; cinquantotto anni dopo i reduci della tavolata sono pochini, e tendono a non ricordarsi cosa hanno mangiato, così oggi "menu nuda tenemus".
Alcuni anagrammi sono facili da decrittare. Il titolo In giro dall'oste è certamente: Lista del giorno. La prima portata è Pastrani aviti, facilmente interpretabile come antipasti vari. La seconda è Un gelso, ma racchio: sono Maccheroni al sugo. Una bellissima Storiella torva nasconde della Vitella arrosto. Affascinante anche La Dea inaspettata: si trasforma in un assai più modesto Patate ed insalata. Fin qui, insomma, tutto bene.
Il punto dolente è il quinto, dove troviamo O stracciatella strana. La soluzione che è stata proposta è Coratella strascinata, si è scoperto che è effettivamente un piatto: ma quello che rende perplessi è che a quel punto dovrebbe starci un dessert, e la coratella come dessert non pare proprio adeguata. Ma un dessert non salta fuori: ho provato con torta e crostata, che parevano promettere bene, ma non rimane nulla di utile. Forse qualche esperto di pasticceria toscana di metà Novecento ha qualche idea migliore.
Le ultime due voci del menu erano: Figuretta di santo e Visioni negre nei veri sogni. La prima non dà problemi: è un più che classico Frutta di stagione. L'ultima invece è stata in un primo momento risolta come Vini rossi e vini ogni genere. Poco convincente, soprattutto perché è da escludere che siano stati davvero offerti vini di ogni genere. A un certo punto qualcuno ha trovato Vini senesi Ginori e Governi, ed effettivamente esistono quelle due case, nel senese. La soluzione è quasi certamente quella, ma incuriosisce che un altro possibile anagramma è Vini generosi, vini generosi, una sorta di anagramma balbuziente come quelli in cui all'epoca si era specializzato Mario Musetti (in arte Il Troviero): prose, prose = oppressore; presagio, presagio = a passeggio per Rio; cotenna, cotenna = cento cannonate; falerno, falerno = farfallone nero; trine, trine, trine = terreni trentini.
Alcuni anagrammi sono facili da decrittare. Il titolo In giro dall'oste è certamente: Lista del giorno. La prima portata è Pastrani aviti, facilmente interpretabile come antipasti vari. La seconda è Un gelso, ma racchio: sono Maccheroni al sugo. Una bellissima Storiella torva nasconde della Vitella arrosto. Affascinante anche La Dea inaspettata: si trasforma in un assai più modesto Patate ed insalata. Fin qui, insomma, tutto bene.
Il punto dolente è il quinto, dove troviamo O stracciatella strana. La soluzione che è stata proposta è Coratella strascinata, si è scoperto che è effettivamente un piatto: ma quello che rende perplessi è che a quel punto dovrebbe starci un dessert, e la coratella come dessert non pare proprio adeguata. Ma un dessert non salta fuori: ho provato con torta e crostata, che parevano promettere bene, ma non rimane nulla di utile. Forse qualche esperto di pasticceria toscana di metà Novecento ha qualche idea migliore.
Le ultime due voci del menu erano: Figuretta di santo e Visioni negre nei veri sogni. La prima non dà problemi: è un più che classico Frutta di stagione. L'ultima invece è stata in un primo momento risolta come Vini rossi e vini ogni genere. Poco convincente, soprattutto perché è da escludere che siano stati davvero offerti vini di ogni genere. A un certo punto qualcuno ha trovato Vini senesi Ginori e Governi, ed effettivamente esistono quelle due case, nel senese. La soluzione è quasi certamente quella, ma incuriosisce che un altro possibile anagramma è Vini generosi, vini generosi, una sorta di anagramma balbuziente come quelli in cui all'epoca si era specializzato Mario Musetti (in arte Il Troviero): prose, prose = oppressore; presagio, presagio = a passeggio per Rio; cotenna, cotenna = cento cannonate; falerno, falerno = farfallone nero; trine, trine, trine = terreni trentini.