Lessico e Nuvole

Il birillo cattivo

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C'è sempre qualcosa da imparare. Ricevo un quesito da un esperto di Italo Calvino, Mario Barenghi che a sua volta lo ha ricevuto da un altro professore, Martin McLaughlin. Quest'ultimo sta curando un'edizione inglese delle lettere di Calvino; in quella datata 21 dicembre 1942 e indirizzata a Eugenio Scalfari, Calvino parla di loro amici comuni e dice: "chi non gioca a biliardo o a boccette o al mallo è tanto abbruttito da passare ore giocando paste ai dadi".
   
Cos'è mai, il mallo? McLaughlin lo chiede a Barenghi che lo chiede a me che lo chiedo alla mia biblioteca, dove però nessun repertorio specializzato pare saperlo. Proseguendo la catena, lo chiedo al destinatario della lettera di Calvino. Eugenio Scalfari a quasi sessant'anni di distanza ricorda il gioco: "il "mallo" è praticamente la partita di biliardo all'italiana ma il birillo rosso, che vale più punti dei bianchi, invece che al centro sta sulla punta del castello di birilli" (la spiegazione genera esultanza in chiunque ricordi uno storico editoriale scalfariano a proposito del centro del mondo, che secondo alcuni sarebbe posto esattamente nel birillo centrale del biliardo del bar centrale di Foligno).
   
La catena, però, non si è fermata qui: si è biforcata, perché a quel punto io volevo sapere come è possibile che un gioco di biliardo abbia preso il nome da una parte della noce. C'entrerà il legno dell'albero corrispondente? Chiedo a Dario De Toffoli che lo chiede a un grande esperto di biliardo, Maurizio Cavalli e ne ottiene il seguente oracolo: "Il gioco si chiama "malo" (ma veniva spesso erroneamente chiamato "mallo") ed è una variante del gioco all'italiana che abbiamo reimportato dall'Argentina (dove avevamo esportato il gioco base).

Il  "palito malo" è il "birillo cattivo" e viene piazzato nella punta del castello (verso il quartiere d'acchito). Non bisogna abbattere questo birillo, perché in quel caso tutti i  punti fatti vanno invece pagati. Ne risulta un gioco assai più prudente, dove i giocatori tentano di rovesciare gli altri birilli, ma non quello. Già negli anni '60 veniva segnalato in disuso, salvo forse circoscritte aree di sopravvivenza". Ora che lo so, posso dormire tranquillo.