Ieri abbiamo parlato di "Fare le cose alla smèria", un modo di dire che si usa nella famiglia della lettrice Daniela Romei e che pare di difficile reperibilità sui vocabolari.
Alla lettrice ho risposto così:
cara Daniela Romei,
mi ha fatto conoscere una parola che ignoravo del tutto. Il Grande Dizionario della Lingua Italiana Utet (detto anche "il Battaglia"), che in questo campo è uno strumento impareggiabile, alla voce smeria rimanda a smelia (di cui smeria è una variante toscana), che definisce così: "Antico e letterario: Donna smorfiosa, schizzinosa, incontentabile, che ostenta saccenteria". L'etimo è incerto, si ipotizza una derivazione da "melenso". Non è proprio l'accezione che indica lei, ma forse è intervenuto qualche cambiamento dovuto a usi locali: per questo bisognerebbe consultare qualche dizionario toscano (ma io non ne posseggo).
Significato analogo ("donna sofistica") è dato dal Tommaseo-Bellini, che aggiunge come sinonimo un altrettanto fantastico "salamistra".
Ho anche aggiunto un Post Scriptum:
p. s.: non penso che lei possa saperlo, ma il suo nome-e-cognome è l'anagramma di quello di un grande enigmista del recente passato, Mario Daniele, che fra i suoi pseudonimi aveva adottato anche quello femminile di "Adelina Romei".