"I palindromi onorarono ingegni omo x ereggere inni, alalà, cioè celebrarono geniali filosofi, letterati, artisti gay innalzando canti e grida guerresche di esultanza". Le parole in corsivo sono, appunto, palindromi: li si trova tutti sul dizionario Zingarelli e compongono una scala ordinata dalla parola palindromica italiana più corta alla più lunga: una lettera, x; tre, omo; quattro, inni; cinque, alalà; sette, ingegni; otto, ereggere; nove, onorarono. Mancano due gradini: quello dei palindromi di due lettere (o-o, come in "alè, o-o"? ii, plurale di io inteso come sostantivo ?) e quello dei palindromi di sei, che sono tra i più rari in italiano: bisogna andare su parole tronche, come nemmen, e non è un bell'andare.
Ho stralciato la frase da un carteggio intervenuto qualche tempo fa tra questa rubrica, la rivista enigmistica Penombra e Lorenzo Enriques, della Zanichelli, che è appunto l'autore della frase onorarono ... alalà. Sul Venerdì del 22 gennaio scorso avevo riferito che la rivista Penombra aveva invitato la Zanichelli a inserire nel dizionario Zingarelli la voce aibofobia (paura morbosa dei palindromi) e concludevo: "In effetti se non la accettano, con la scusa che l'aibofobia non esiste, dimostreranno di aver avuto paura di un palindromo: quindi, l'aibofobia esiste". Enriques ora promette: "Ci penseremo".
Il mio piccolo teorema sui paradossi dell'aibofobia ha scatenato alcuni commenti, il più puntiglioso dei quali è risultato essere Marco Vasile che mi assicura trattarsi non di un'antonimia ma di qualcosa di simile "alla consequentia mirabilis, e dunque al cosiddetto elenchos, cioè all'argomentazione con cui Aristotele confuta i negatori del principio di non contraddizione".
Come molti altri lettori, Enriques ha fatto poi notare che il contrario di aibofobia sarebbe ailifilia e che le persone interessate alle due sindromi si dicono rispettivamente obofobo e olifilo. Enriques vota decisamente per olifilo, e vedremo come combatterà con i consulenti linguistici dello Zanichelli per difenderne il plurale ilifili, contro il banale (e contraddittorio) olifili (discorso analogo andrà fatto per il femminile singolare alifila e plurale elifile). Con assoluto sprezzo del pericolo, l'editore propone anche due sinonimi: per omofobo, antitna ("di probabile derivazione ugro-finnica); per olifilo, "l'onomatopeico prorp". Ti piacciono i palindromi? Prorp!
Ho stralciato la frase da un carteggio intervenuto qualche tempo fa tra questa rubrica, la rivista enigmistica Penombra e Lorenzo Enriques, della Zanichelli, che è appunto l'autore della frase onorarono ... alalà. Sul Venerdì del 22 gennaio scorso avevo riferito che la rivista Penombra aveva invitato la Zanichelli a inserire nel dizionario Zingarelli la voce aibofobia (paura morbosa dei palindromi) e concludevo: "In effetti se non la accettano, con la scusa che l'aibofobia non esiste, dimostreranno di aver avuto paura di un palindromo: quindi, l'aibofobia esiste". Enriques ora promette: "Ci penseremo".
Il mio piccolo teorema sui paradossi dell'aibofobia ha scatenato alcuni commenti, il più puntiglioso dei quali è risultato essere Marco Vasile che mi assicura trattarsi non di un'antonimia ma di qualcosa di simile "alla consequentia mirabilis, e dunque al cosiddetto elenchos, cioè all'argomentazione con cui Aristotele confuta i negatori del principio di non contraddizione".
Come molti altri lettori, Enriques ha fatto poi notare che il contrario di aibofobia sarebbe ailifilia e che le persone interessate alle due sindromi si dicono rispettivamente obofobo e olifilo. Enriques vota decisamente per olifilo, e vedremo come combatterà con i consulenti linguistici dello Zanichelli per difenderne il plurale ilifili, contro il banale (e contraddittorio) olifili (discorso analogo andrà fatto per il femminile singolare alifila e plurale elifile). Con assoluto sprezzo del pericolo, l'editore propone anche due sinonimi: per omofobo, antitna ("di probabile derivazione ugro-finnica); per olifilo, "l'onomatopeico prorp". Ti piacciono i palindromi? Prorp!