Lessico e Nuvole

Inganni

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A Milano c'è una fermata della metropolitana che si chiama "Inganni". Non ingannatevi. Non è un omaggio al proverbio milanese "San Gioann fa minga ingann", San Giovanni non fa inganni (domanda sgomentata: perché, gli altri santi?), ma è una fermata in corrispondenza della via dedicata al pittore ottocentesco Angelo Inganni.

In questi giorni, dal 15 al 17 aprile, è come se via Inganni si spostasse dalla zona nord-ovest di Milano al centro della Toscana: a Poggibonsi, tra Firenze e Siena, si tiene il terzo anno di "Le parole, i giorni", la manifestazione inventata da Idolina Landolfi - che purtroppo non c'è più - e dall'assessore alla cultura del comune, Dario Ceccherini, sulla lingua e suoi giochi e - appunto - sui loro inganni.

Parlare dell'inganno in enigmistica è come parlare dell'umidità del mare: l'enigmistica è inganno da quando è nato l'enigma, che è come dire da quando è nato il linguaggio. Il più bel gioco dedicato agli inganni che io conosca è lo splendido anagramma di Sandro Dorna:

Gianni Agnelli = inganni legali.
    
Quando fu composto, negli anni Settanta, era molto ardito, perché l'Avvocato era nel pieno della sua potenza. Date le vicende ereditarie, direi che l'anagramma parrebbe aver perso il suo carattere meramente satirico.