DIECI anni fa, maggio 2000, c'erano i Pokémon, che per la verità ci sono ancora ma se ne parla meno. Un amico si era dimesso da un importante incarico e mi disse che non ne poteva più di fare riunioni con "quel Pokémon di XY", che era il suo capo e si vestiva e comportava all'incirca come un Pokémon. C'era Giampaolo Dossena che si diceva: tutto chiaro, "Pokémon" è una contrazione di "POCKEt MONster", mostri tascabili, ma perché quell'accento acuto?
Dieci anni fa Loredana Lipperini, sui Pokémon, aveva scritto un bel libro, e io le trovavo il suo nome da Pokémon: "Lolip" (da LOredana LIPperini), e ricordavo la canzone "Lollipop", che gli adolescenti protagonisti di un bellissimo film, Stand by me, cantano e ballicchiano mentre si avventurano a piedi lungo i binari di una linea ferroviaria. Dieci anni fa, dopo l'uscita di quel mio articolo, Tommaso Labranca mi avvisava che nella prima schermata del videogioco dei Pokémon un televisore annunciava un film su quattro adolescenti che trovano un cadavere: chissà per quali misteriose vie gli autori del gioco avevano fatto lo stesso omaggio a Stand by me a cui io ero arrivato per via di gioco e associazione semi-libera. Tommaso Labranca, mi pare, dieci anni fa non era ancora (o era appena) entrato nella fase in cui firmava "T-La", non per assomigliare a Pikachu ma come emulazione della contrazione di Jennifer Lopez in "J-Lo": il procedimento però era lo stesso. Lo stesso per cui il BLOccaSTERzo si chiama bloster. Quasi, ma non esattamente, lo stesso procedimento che John Lennon aveva messo in opera nel film A Hard Day's Night (1964). Allora i ragazzi inglesi si dividevano in due tendenze, mod e rocker. Nel film, un giornalista gli chiedeva "sei mod o rocker?". Lennon risposte: "I'm a mocker" (sono un buffone, uno che scimmiotta). Insomma, che Lennon fosse un genio lo sapevamo da tempo.
Dieci anni fa, di questi giorni, era appena caduto il governo D'Alema: ben altri crolli ci avrebbero reso meno romantici a proposito del Duemila e del (presunto) cambio di millennio.
Il gioco dei nomi-Pokémon era il primo che proponevo su Lessico e Nuvole, che nasceva il 5 maggio 2000 su questa pagina e, in contemporanea, sul sito repubblica.it.
Dieci anni fa Loredana Lipperini, sui Pokémon, aveva scritto un bel libro, e io le trovavo il suo nome da Pokémon: "Lolip" (da LOredana LIPperini), e ricordavo la canzone "Lollipop", che gli adolescenti protagonisti di un bellissimo film, Stand by me, cantano e ballicchiano mentre si avventurano a piedi lungo i binari di una linea ferroviaria. Dieci anni fa, dopo l'uscita di quel mio articolo, Tommaso Labranca mi avvisava che nella prima schermata del videogioco dei Pokémon un televisore annunciava un film su quattro adolescenti che trovano un cadavere: chissà per quali misteriose vie gli autori del gioco avevano fatto lo stesso omaggio a Stand by me a cui io ero arrivato per via di gioco e associazione semi-libera. Tommaso Labranca, mi pare, dieci anni fa non era ancora (o era appena) entrato nella fase in cui firmava "T-La", non per assomigliare a Pikachu ma come emulazione della contrazione di Jennifer Lopez in "J-Lo": il procedimento però era lo stesso. Lo stesso per cui il BLOccaSTERzo si chiama bloster. Quasi, ma non esattamente, lo stesso procedimento che John Lennon aveva messo in opera nel film A Hard Day's Night (1964). Allora i ragazzi inglesi si dividevano in due tendenze, mod e rocker. Nel film, un giornalista gli chiedeva "sei mod o rocker?". Lennon risposte: "I'm a mocker" (sono un buffone, uno che scimmiotta). Insomma, che Lennon fosse un genio lo sapevamo da tempo.
Dieci anni fa, di questi giorni, era appena caduto il governo D'Alema: ben altri crolli ci avrebbero reso meno romantici a proposito del Duemila e del (presunto) cambio di millennio.
Il gioco dei nomi-Pokémon era il primo che proponevo su Lessico e Nuvole, che nasceva il 5 maggio 2000 su questa pagina e, in contemporanea, sul sito repubblica.it.