Il nuovo festival della contrepèterie è incominciato quando Tommaso Bargiacchi mi ha mandato il seguente messaggio: "Discutevamo fra colleghi su quale carattere adottare nella scrittura di un documento. Nella foga del discorso un collega ha esclamato: - preferisco usare il grassivo. Risposta in coro: - e noi preferiamo il corsetto".
Il giorno che mi è arrivata questa e-mail io stavo leggendo una lettera scritta da Gianni Rodari al suo editore: "il redattore mi dice che sta aspettando le illustrazioni per fare le bozze, l'illustratore mi dice che sta aspettando le bozze per fare le illustrazioni, e probabilmente c'è qualcuno che sta aspettando le illustrozze per fare buone azioni".
Eh già, quello era Gianni Rodari...: Rodàri, detto Ròdari dal telegiornale che raccontava la scomparsa di Sergio Endrigo - con cui Rodàri collaborò. Era Stefano Tofano, detto Sto, invece quello di: "Partecipazio / sono e barone / di Sant'Ignazio / da Mascarpone. / Non pago dazio / faccio il padrone, / sono il barazio / Partecipone!".
Ronni Giadari, Energio Sdrigo, Stofano Efano. E poi la patente bollata e la patata bollente... Si tratta di uno scambio di lettere (o gruppi di lettere) il più delle volte iniziali. E' innanzitutto un lapsus, come nel caso della signora che diceva "mi manca la pista per fare la pazza".
Nelle vesti di contrepèterie il gioco viene praticato in Francia, dove si pubblicano libri con titoli come La Bible du Contrepet (di Joël Martin, editore Robert Laffont). Gioco molto adatto alla lingua francese, per ragioni innanzitutto fonetiche e morfologiche: è la versione orale, inconscia dell'anagramma. Tanto l'anagramma è il frutto perlopiù di calcoli ed elucubrazioni scritte, tanto la contrepèterie fiorisce sul labbro con spontanea esattezza e pertinenza.
Appena se ne è parlato nella rubrica web la casella si è intasata di esempi, come il dialogo ascoltato dal lettore Alessandro Canu quando aveva quattro anni: "Volli lavare la mia bicicletta mettendola sotto la doccia del giardino. Mio padre mi disse: - Non mettere la rugginetta sotto l'acqua che s'imbiciclisce!. E mio cugino romano: -A zio, che te s'è linguata l'imbroglia?".