In giro per Torino, un amico mi dice: "Ti porto a conoscere José Saramago". Poi, equivocando sul mio amore per i giochi con le parole (oltre che su quello per la letteratura), mi racconta: "Sai, io l'ho conosciuto ieri, e dato che io sono un tipo ironico, gli ho detto "Lei Sarà-mago, ma anche io non scherzo". Avevo seppellito questa storia (capitata dieci anni fa, quando Saramago era fresco di Nobel) in qualche oscuro recesso della memoria, da cui l'ha estratta a forza una e-mail del lettore Gabriele Balestrazzi:
"Sono un fedele lettore della sua rubrica, ma fondamentalmente profano delle regole dell'enigmistica. Non so se quanto ho da dirle si configura uno dei tanti giochi enigmistici, né se può essere utile. In questi giorni in cui tanto si è parlato di José Mourinho e della sua impresa che ha ricalcato le gesta del 'Mago' Helenio Herrera, mi ha incuriosito vedere che questo vittorioso destino di Mourinho era già "scritto" nel nome di un noto scrittore, anch'egli portoghese: José Sarà-Mago".
Caro Balestrazzi, "utile" non è, perché di utile qui non c'è proprio nulla: ma è un gran bel caso, di cui mi pare finora nessuno si era mai accorto.
"Sono un fedele lettore della sua rubrica, ma fondamentalmente profano delle regole dell'enigmistica. Non so se quanto ho da dirle si configura uno dei tanti giochi enigmistici, né se può essere utile. In questi giorni in cui tanto si è parlato di José Mourinho e della sua impresa che ha ricalcato le gesta del 'Mago' Helenio Herrera, mi ha incuriosito vedere che questo vittorioso destino di Mourinho era già "scritto" nel nome di un noto scrittore, anch'egli portoghese: José Sarà-Mago".
Caro Balestrazzi, "utile" non è, perché di utile qui non c'è proprio nulla: ma è un gran bel caso, di cui mi pare finora nessuno si era mai accorto.