La "marca d'uso" delle parole
Il Grande Dizionario della Lingua dell'Uso (Utet) di Tullio De Mauro assegna ogni parola a una "marca d'uso": giovanotto, per esempio, è una delle duemila parole fondamentali che da sole costituiscono il 90 per cento delle parole usate nei discorsi e nei testi italiani; anzianotto invece è una parola del lessico comune (54mila lemmi, comprensibili agli italiani di istruzione medioalta); avventurista e fiduciario sono termini dell'italiano tecnico-specialistico. Queste marche d'uso sono, in totale, tredici. Beppe Varaldo ne ha scelte dieci per il suo nuovo gioco: ottave che riassumono I promessi sposi, impiegando di volta in volta parole che hanno la stessa marca d'uso.
Lo scorso venerdì abbiamo visto le prime tre ottave. La terza, quella tecnico-specialistica, diceva: "Il poco avventurista fiduciario /di una circumlacuale curazìa / e l'egotista plenipotenziario / poi defedato dalla pandemia, / ma pure il presule e l'obbedienziario, / tra i de…
Lo scorso venerdì abbiamo visto le prime tre ottave. La terza, quella tecnico-specialistica, diceva: "Il poco avventurista fiduciario /di una circumlacuale curazìa / e l'egotista plenipotenziario / poi defedato dalla pandemia, / ma pure il presule e l'obbedienziario, / tra i de…
Il Grande Dizionario della Lingua dell'Uso (Utet) di Tullio De Mauro assegna ogni parola a una "marca d'uso": giovanotto, per esempio, è una delle duemila parole fondamentali che da sole costituiscono il 90 per cento delle parole usate nei discorsi e nei testi italiani; anzianotto invece è una parola del lessico comune (54mila lemmi, comprensibili agli italiani di istruzione medioalta); avventurista e fiduciario sono termini dell'italiano tecnico-specialistico. Queste marche d'uso sono, in totale, tredici. Beppe Varaldo ne ha scelte dieci per il suo nuovo gioco: ottave che riassumono I promessi sposi, impiegando di volta in volta parole che hanno la stessa marca d'uso.
Lo scorso venerdì abbiamo visto le prime tre ottave. La terza, quella tecnico-specialistica, diceva: "Il poco avventurista fiduciario /di una circumlacuale curazìa / e l'egotista plenipotenziario / poi defedato dalla pandemia, / ma pure il presule e l'obbedienziario, / tra i deuteragonisti. Tuttavia / sull'avanscena come primattore / non un atride, bensì un filatore". C'è bisogno di spiegazioni? "Poco avventurista", Don Abbondio è il curato di un territorio che costeggia un lago ("circumlacuale curazìa"); Don Rodrigo è invece un potente capriccioso ("egotista plenipotenziario"), che deperirà a causa della peste ("defedato dalla pandemia"); fra gli altri personaggi di contorno ("deuteragonisti"), il "presule", cardinal Borromeo, e l'"obbedienziario" ("religioso sottoposto") Padre Cristoforo; ma il protagonista non è un eroe (come per Omero gli atridi Menelao e Agamennone) bensì un semplice popolano.
L'ottava letteraria suona così: " A un nubendo di alma dignitate / e alla quasi mogliera, ancor pulzella / (ella pure di giovenile etate /e liliale, ma vaga, forosella), / per un'incomportabile impietate, / nocente come un'algida procella / e prenunziante duolo e sacrifizio, /non lice divisar lo sponsalizio". Traduzione di Varaldo: A un prossimo sposo di grande dignità e alla sua quasi moglie, ancora da sposare (pure lei di giovane età e liliale, ma leggiadra, contadinella), per un'insopportabile empietà, nociva come una gelida tempesta e preannunciante dolore e sacrificio, non è concesso stabilire lo sposalizio.
Lo scorso venerdì abbiamo visto le prime tre ottave. La terza, quella tecnico-specialistica, diceva: "Il poco avventurista fiduciario /di una circumlacuale curazìa / e l'egotista plenipotenziario / poi defedato dalla pandemia, / ma pure il presule e l'obbedienziario, / tra i deuteragonisti. Tuttavia / sull'avanscena come primattore / non un atride, bensì un filatore". C'è bisogno di spiegazioni? "Poco avventurista", Don Abbondio è il curato di un territorio che costeggia un lago ("circumlacuale curazìa"); Don Rodrigo è invece un potente capriccioso ("egotista plenipotenziario"), che deperirà a causa della peste ("defedato dalla pandemia"); fra gli altri personaggi di contorno ("deuteragonisti"), il "presule", cardinal Borromeo, e l'"obbedienziario" ("religioso sottoposto") Padre Cristoforo; ma il protagonista non è un eroe (come per Omero gli atridi Menelao e Agamennone) bensì un semplice popolano.
L'ottava letteraria suona così: " A un nubendo di alma dignitate / e alla quasi mogliera, ancor pulzella / (ella pure di giovenile etate /e liliale, ma vaga, forosella), / per un'incomportabile impietate, / nocente come un'algida procella / e prenunziante duolo e sacrifizio, /non lice divisar lo sponsalizio". Traduzione di Varaldo: A un prossimo sposo di grande dignità e alla sua quasi moglie, ancora da sposare (pure lei di giovane età e liliale, ma leggiadra, contadinella), per un'insopportabile empietà, nociva come una gelida tempesta e preannunciante dolore e sacrificio, non è concesso stabilire lo sposalizio.