"Monstrando lo spaurato rattenuto / col sommate tignoso e soverchievole, / la pargoletta onrata col renduto / dall'entragno libente e fratellevole, / oltre al vago e allo zànzero e al pentuto, / costetta ovra summa ed ammaestrevole, / non rasa di plusori valimenti, / misce procacci, fraudi e intendimenti".
Cos'è? Ma certo! È una delle ottave (l'ultima, purtroppo) dedicate da Beppe Varaldo ai Promessi sposi e al Gradit, il dizionario Utet di Tullio De Mauro che assegna a ogni parola una marca d'uso. Le parole di quest'ultima ottava sono tutte marcate come "obsoleto-letterarie". In effetti non è molto facile indovinare il senso del testo, ma per questo ci sono la traduzione e le note provvedute dallo stesso autore.
Traduzione. Mostrando l'impaurito cauto col signore spregevole e prepotente, la giovane donna onorata col monaco dall'animo ben disposto e fraterno, oltre all'innamorato e al compagno di bagordi e al pentito, codesta opera somma ed esemplare, non priva di parecchi pregi, mescola maneggi, inganni e inclinazioni amorose.
Per festeggiare l'eccezionale serie di rubriche dovuta all'estro del massimo poeta a' contrainte italiano ne riporto anche le note di autocommento.
"Versi 1-2. I sostantivi OB LE [Obsoleto-letterari] spaurato e sommate indicano rispettivamente una "persona piena di paura" e una "persona nobile e potente". Lo spaurato rattenuto è evidentemente Don Abbondio. Dell'aggettivo tignoso esistono ben quattro diverse accezioni, a cui corrispondono altrettante diverse marche: in quanto OB LE, significa "di persona, spregevole, vile, dappoco; anche s. m.".
Verso 3. Il sostantivo femminile obsoleto-letterario pargoletta (che significa appunto "giovane donna") si riferisce a un'età decisamente meno infantile rispetto ai sostantivi letterari pargoletto e pargoletta (= "fanciullo" e "fanciulla") e all'aggettivo, pure letterario, pargoletto (= "fanciullesco"), reso celeberrimo dal Carducci. Il renduto è invece propriamente "chi si è fatto monaco".
Verso 5. Il sostantivo zanzero, che significa appunto "compagno di bagordi", è chiaramente riferibile al Conte Attilio".
Ma si può concludere dicendo che, dopo questi bagordi di giochi letterari, abbiamo tutti il privilegio di essere un po' zanzeri di Varaldo.
Cos'è? Ma certo! È una delle ottave (l'ultima, purtroppo) dedicate da Beppe Varaldo ai Promessi sposi e al Gradit, il dizionario Utet di Tullio De Mauro che assegna a ogni parola una marca d'uso. Le parole di quest'ultima ottava sono tutte marcate come "obsoleto-letterarie". In effetti non è molto facile indovinare il senso del testo, ma per questo ci sono la traduzione e le note provvedute dallo stesso autore.
Traduzione. Mostrando l'impaurito cauto col signore spregevole e prepotente, la giovane donna onorata col monaco dall'animo ben disposto e fraterno, oltre all'innamorato e al compagno di bagordi e al pentito, codesta opera somma ed esemplare, non priva di parecchi pregi, mescola maneggi, inganni e inclinazioni amorose.
Per festeggiare l'eccezionale serie di rubriche dovuta all'estro del massimo poeta a' contrainte italiano ne riporto anche le note di autocommento.
"Versi 1-2. I sostantivi OB LE [Obsoleto-letterari] spaurato e sommate indicano rispettivamente una "persona piena di paura" e una "persona nobile e potente". Lo spaurato rattenuto è evidentemente Don Abbondio. Dell'aggettivo tignoso esistono ben quattro diverse accezioni, a cui corrispondono altrettante diverse marche: in quanto OB LE, significa "di persona, spregevole, vile, dappoco; anche s. m.".
Verso 3. Il sostantivo femminile obsoleto-letterario pargoletta (che significa appunto "giovane donna") si riferisce a un'età decisamente meno infantile rispetto ai sostantivi letterari pargoletto e pargoletta (= "fanciullo" e "fanciulla") e all'aggettivo, pure letterario, pargoletto (= "fanciullesco"), reso celeberrimo dal Carducci. Il renduto è invece propriamente "chi si è fatto monaco".
Verso 5. Il sostantivo zanzero, che significa appunto "compagno di bagordi", è chiaramente riferibile al Conte Attilio".
Ma si può concludere dicendo che, dopo questi bagordi di giochi letterari, abbiamo tutti il privilegio di essere un po' zanzeri di Varaldo.