A volte ci vuole così poco, a fare contenta una persona. Così potrebbe legittimamente dire Luigi Fazzo, che ha fatto contento - molto contento - proprio me, me medesimo, semplicemente scrivendo di seguito diciassette nomi. Sono i nomi dei diciassette elementi chimici che fanno parte del gruppo denominato "Terre rare".
Mi scrive Fazzo: "Già l'espressione terre rare si presta a dei giochi, nonché al tiro mancino di farla pronunciare a chi ha la erre moscia".
Il primo gioco, infatti, sarebbe il lipogramma: parlare di terre rare senza usare la lettera R. Una soluzione possibile: "quell'insieme di elementi chimici che inizialmente è stato isolato in Scandinavia e ai cui componenti a volte si allude coi nomi di Lantanidi e Attinidi".
Ma la cosa che mi fa contento non è certo questa: è il fatto che io non penso davvero, fino in fondo, che per giocare occorra aver per forza delle regole, come è quella pur tanto semplice del lipogramma. C'è qualcosa di giocoso che incomincia già dalla contemplazione, dall'ascolto, di certi termini. Questo deve essere qualcosa che colpisce anche Fazzo, poiché mi scrive: "Non le sembra un elenco meraviglioso?".
Giudicate voi: scandio, ittrio, lantanio, cerio, praseodimio, neodimio, promezio, samario, europio, gadolinio, terbio, disprosio, olmio, erbio, tallio, itterbio, lutezio.
Avendo proprio nostalgia dei giochi con le regole, si può fare quello di costruire una quartina rimata di endecasillabi con questi nomi. A me viene così:
"Scandio, terbio, lantanio, praseodimio, / disprosio, tallio, lutezio, olmio, erbio/ cerio, promezio, samario e itterbio, / ittrio, europio, gadolinio, neodimio".
Ma poi non tutti fra questi nomi hanno una rima possibile, e allora c'è anche il gioco di indovinare chi fra questi ha almeno una rima, e chi non ne ha neppure una. Rassegnarsi al fatto che ittrio non ha rima è normale. Si rosica più con scandio. Una volta un amico mi disse che le tre parole italiane senza rima sono uva, fegato e stomaco. Si vede che non conosceva ittrio e scandio. Ma si vede anche che non conosceva logomaco, che significa: "colui che abitualmente accetta sfide sui giochi linguistici".
Mi scrive Fazzo: "Già l'espressione terre rare si presta a dei giochi, nonché al tiro mancino di farla pronunciare a chi ha la erre moscia".
Il primo gioco, infatti, sarebbe il lipogramma: parlare di terre rare senza usare la lettera R. Una soluzione possibile: "quell'insieme di elementi chimici che inizialmente è stato isolato in Scandinavia e ai cui componenti a volte si allude coi nomi di Lantanidi e Attinidi".
Ma la cosa che mi fa contento non è certo questa: è il fatto che io non penso davvero, fino in fondo, che per giocare occorra aver per forza delle regole, come è quella pur tanto semplice del lipogramma. C'è qualcosa di giocoso che incomincia già dalla contemplazione, dall'ascolto, di certi termini. Questo deve essere qualcosa che colpisce anche Fazzo, poiché mi scrive: "Non le sembra un elenco meraviglioso?".
Giudicate voi: scandio, ittrio, lantanio, cerio, praseodimio, neodimio, promezio, samario, europio, gadolinio, terbio, disprosio, olmio, erbio, tallio, itterbio, lutezio.
Avendo proprio nostalgia dei giochi con le regole, si può fare quello di costruire una quartina rimata di endecasillabi con questi nomi. A me viene così:
"Scandio, terbio, lantanio, praseodimio, / disprosio, tallio, lutezio, olmio, erbio/ cerio, promezio, samario e itterbio, / ittrio, europio, gadolinio, neodimio".
Ma poi non tutti fra questi nomi hanno una rima possibile, e allora c'è anche il gioco di indovinare chi fra questi ha almeno una rima, e chi non ne ha neppure una. Rassegnarsi al fatto che ittrio non ha rima è normale. Si rosica più con scandio. Una volta un amico mi disse che le tre parole italiane senza rima sono uva, fegato e stomaco. Si vede che non conosceva ittrio e scandio. Ma si vede anche che non conosceva logomaco, che significa: "colui che abitualmente accetta sfide sui giochi linguistici".