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L'amica di Telemaco, l'amaca di Callimaco

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Perché ci sia una rima bisogna avere due parole che abbiano le stesse lettere (gli stessi fonemi) a partire dalla vocale tonica.
    Ma dov'è la vocale tonica?
    I casi fondamentali sono tre.

1.    La vocale tonica è nell'ultima sillaba. In francese succede praticamente sempre, in italiano meno. La rima viene detta tronca. Tronco significa: con accento sull'ultima sillaba. Il termine più tecnico sarebbe ossitono. 
    Se la parola finisce per vocale, non c'è bisogno di altri suoni identici: papà fa rima con chissà, perché fa rima con trentatré; colibrì fa rima con così; oblò fa rima con no; tu fa rima con cucù.
    In tutta la Commedia i versi che finiscono con vocale accentata sono in tutto trentadue (nessuno che finisce per A).
    Si parla di rima tronca anche quando dopo la vocale c'è una cons…

Perché ci sia una rima bisogna avere due parole che abbiano le stesse lettere (gli stessi fonemi) a partire dalla vocale tonica.
    Ma dov'è la vocale tonica?
    I casi fondamentali sono tre.

1.    La vocale tonica è nell'ultima sillaba. In francese succede praticamente sempre, in italiano meno. La rima viene detta tronca. Tronco significa: con accento sull'ultima sillaba. Il termine più tecnico sarebbe ossitono. 
    Se la parola finisce per vocale, non c'è bisogno di altri suoni identici: papà fa rima con chissà, perché fa rima con trentatré; colibrì fa rima con così; oblò fa rima con no; tu fa rima con cucù.
    In tutta la Commedia i versi che finiscono con vocale accentata sono in tutto trentadue (nessuno che finisce per A).
    Si parla di rima tronca anche quando dopo la vocale c'è una consonante o ce ne sono più di una: fan fa rima con cancan; test fa rima con nordest, eccetera.
    In tutta la Commedia di Dante i versi tronchi di questo secondo tipo sono undici: tre in on, tre in or; tre in an e due in oth (sabaoth / malacoth, nella prima terzina del settimo del Paradiso: significano rispettivamente "degli eserciti" e "dei regni", in ebraico).


2.    La vocale tonica è nella penultima sillaba. È lo standard dell'italiano. Le parole che finiscono così si dicono piane o, più tecnicamente, parossitone.


    Il caso di abaco è il terzo, e lo vedremo domani.