Lessico e Nuvole

Le rime in -omaco

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Paolo Fai ricorda nostre ormai antiche tenzoni sulle rime per stomaco:


C'era Nicomaco, padre di Aristotele.  C'era, se non ricordo male, Iscomaco, personaggio di un'opera di Senofonte e di Lisia. Ci sarebbe stato bene, ma non c'era - lo mettiamo adesso - Clitomaco, filosofo, allievo dello scettico, non blu, Carneade. Ma ci sarebbe stato bene anche Andromaco, medico greco del I sec. d. C. Anche Ippomaco, personaggio iliadico. Anche un uomo "filomaco", bellicoso, amante della battaglia. Anche un "protomaco", il primo combattente, e un "sofomaco", un combattente saggio o per la saggezza, oltre a un "logomaco", che combatte a parole o con le parole. E perché no un "nomomaco", che combatte in nome della legge - ah, quanto sarebbe necessario oggi ! -, un "cronomaco", uno che combatte a tempo o col tempo (discettiamoci sopra quanto tempo vogliamo), un "topomaco", che combatte coi luoghi (ma quello c'è, già dal Seicento, il grande, insuperato don Chisciotte). Ma noi pacifisti non daremo lustro a un "apomaco", uno che se ne sta lontano dalla battaglia (ma che è anche inabile a combattere, per la verità...)? Ma non trascureremo, per onestà, anche Promaco )ne parla Demostene), che sarà forse stato anche un "promaco", combattente in prima fila, difensore di chissà quali princìpi. Eviteremo d'aver a che fare con un "cacomaco", un tizio perfidamente litigioso. A quel punto potremo anche decidere che possiamo combattere a singolar tenzone, novelli gladiatori: ognuno sarà allora "monomaco".
   . E il sublime Leopardi sarà un batracomiomaco