Lessico e Nuvole

Ok. Il pezzo è giusto?

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IL "PEZZO" di cui parla il titolo è un articolo uscito su Repubblica lo scorso venerdì a proposito dell'etimologia di "Okay" o della sua sigla "ok".

Da dove venga ok non è sicurissimo, ma la versione più accreditata è quella che si legge per esempio sullo Zingarelli:

"sigla americana che significa 'tutto bene, d'accordo' derivata o dalla compitazione fonetica di all correct in Oll Korrect oppure da Old Kinderhook club, comitato democratico, che ha preso nome dal luogo di nascita del presidente Van Buren, ove si sarebbe iniziato a siglare così documenti o accordi che si approvavano".


Molti lettori accreditano invece un'etimologia alternativa: la stessa che ci racconta, in un modo assai pittoresco, un lettore che per professione guida un taxi:

Poco tempo fa tiro su un tizio e l'accompagno non ricordo dove. Ad un certo punto dice : "occhei, occappa" e a  bruciapelo mi chiede: "sa da dove viene l'espressione ok?" .

"Ovviamente no", rispondo.

"Ha un'origine militare", mi dice, "si riferisce alle missioni pericolose dei soldati statunitensi. Se la missione era andata bene, i soldati  tornavano al campo e il comandante metteva l'indice e il pollice a cerchio (nel segno ora universalmente noto), per avvertire chi non aveva partecipato alla missione che nessuno dei commilitoni aveva perso la vita, zero uccisi,  Zero Killed, OK".


Io, che non sapevo ancora nulla di Old Kinderhook, gli ho detto: " bello, non lo sapevo". Ora ho conservato l'articolo, la prossima volta  che lo becco, prima glielo faccio leggere e poi l'ammazzo di botte così che ok starà per one killed.

Conosco il mio lettore. Scherza, eh? Ve l'assicuro.