Nel Nome della Rosa c'è una sola scena erotica e Umberto Eco la scrisse montando testi mistici medioevali: "come scrivere una storia d'amore suonando un tamburo", si autocommentò poi. Sarà possibile scrivere un sonetto erotico usando solo termini che il dizionario di Tullio De Mauro classifica con l'esclusiva marca TS, cioè "tecnico-specialistici"? Per Giuseppe Varaldo questo è possibile. La voce narrante lamenta per due quartine il calo fisiologico della libido, ma poi si rivolge alla voce amata per elogiare la capacità (di lei) di restituire (a lui) una potenza sessuale superlativa:
"Presenescenza. / Quasi una postfreudiana autocatarsi, / più che un razionalistico sonetto, / con cui verbalizzandoli introietto / tanto l'ansiogeno sublimizzarsi, // quanto il decelerare e lo sfocarsi / - dall'andantino almen fino al larghetto, / dal capolettera al maiuscoletto! - / della libido in me. Ma se coi tarsi,// o i metacarpi o il còccige o i peròni, / del cremastere oppure del sartorio / ancor mi elettrostimoli gli assoni, // tu a me, come un'urì (ma more uxorio!),/ sebbene l'andropausa m'imbulloni, / concausi un megaton vasomotorio".
Qualche nota dell'autore. Versi 5-8: "Per meglio rendere l'idea de "il decelerare e lo sfocarsi ... della libido in me", ricorro a una doppia metafora: musicale (l'"andantino" è un tempo decisamente più veloce rispetto al "larghetto") e tipografica (il "capolettera", ossia la lettera maggiore delle altre che in alcuni libri o in alcuni articoli di giornale è posta all'inizio di un capitolo o di un capoverso, è certo generalmente più grande rispetto al "maiuscoletto", un particolare carattere tipografico)". Versi 8-11: "Chiaramente le ossa sono quelle della donna, mentre i muscoli elettrostimolati ("gli assoni" sono più esattamente i filamenti nervosi che dal motoneurone vanno nei muscoli) sono i miei. Il "cremastere" è a livello del testicolo, il "sartorio" a livello della coscia".
"Presenescenza. / Quasi una postfreudiana autocatarsi, / più che un razionalistico sonetto, / con cui verbalizzandoli introietto / tanto l'ansiogeno sublimizzarsi, // quanto il decelerare e lo sfocarsi / - dall'andantino almen fino al larghetto, / dal capolettera al maiuscoletto! - / della libido in me. Ma se coi tarsi,// o i metacarpi o il còccige o i peròni, / del cremastere oppure del sartorio / ancor mi elettrostimoli gli assoni, // tu a me, come un'urì (ma more uxorio!),/ sebbene l'andropausa m'imbulloni, / concausi un megaton vasomotorio".
Qualche nota dell'autore. Versi 5-8: "Per meglio rendere l'idea de "il decelerare e lo sfocarsi ... della libido in me", ricorro a una doppia metafora: musicale (l'"andantino" è un tempo decisamente più veloce rispetto al "larghetto") e tipografica (il "capolettera", ossia la lettera maggiore delle altre che in alcuni libri o in alcuni articoli di giornale è posta all'inizio di un capitolo o di un capoverso, è certo generalmente più grande rispetto al "maiuscoletto", un particolare carattere tipografico)". Versi 8-11: "Chiaramente le ossa sono quelle della donna, mentre i muscoli elettrostimolati ("gli assoni" sono più esattamente i filamenti nervosi che dal motoneurone vanno nei muscoli) sono i miei. Il "cremastere" è a livello del testicolo, il "sartorio" a livello della coscia".