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Ulysses di Varaldo

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"Del desaparecido la rentrée" Chi è? Cos'è? Com'è? Sì, è sempre Giuseppe Varaldo, di cui abbiamo visto due sonetti nelle ultime due puntate e una collana di ottave di endecasillabi rimati nelle puntate estive. È che con quelle che lui chiama "Poesie delle Marche" Varaldo sta veramente raggiungendo le vette dei suoi "Sonetti monovocalici".
    Le Marche, diciamolo subito, non sono la bella regione adriatica tra Romagna e Abruzzo: sono le "marche d'uso" con cui Tullio De Mauro etichetta ogni parola (o ogni accezione). Varaldo si sta specializzando a scrivere usando, di volta in volta, solo parole esotiche, obsolete, letterarie, tecniche-specialistiche, eccetera.
    Con l'ottava che vediamo oggi, Varaldo ha riassunto l'Odissea usando solo parole esotiche - con la difficoltà ulteriore per la quale fra gli esotismi non ci sono verbi e quindi tutta l'ottava è in stile nominale:

"Dall'hors-d'oeuvre, in flashback, all'entremets / fino al dessert (non già un embrassons nous, /ma un happy end magari démodé), / hard, épatant e shocking sempre più / del desaparecido la rentrée: /fra le delikatessen del menu / il tête-à-tête con la dark lady, ma / pure le défaillance, le impasse, gli exploit".


    Sono, ovviamente, esotismi moderni e contemporanei: ma la storia di Ulisse c'è tutta. Nella metafora gastronomica si va dall'aperitivo al dolce (hors-d'oeuvre, dessert). Omero incomincia in medias res, con Ulisse che racconta in flash-back; il lieto fine è effettivo e non di comodo; l'odissea del rientro di Ulisse è 'durà ("hard"), 'stupefacentè ("épatant") e 'molto emozionantè ("shocking"); comprende brevi momenti di défaillance e impasse (la dark lady è ovviamente la maga Circe) e altri momenti di eccezionale prestazione (exploit: la gara con l'arco).
     Non siamo molto lontani da quando Raymond Queneau raccontava la sua storiella parigina usando solo termini gastronomici, o nomi propri. Che le "Poesie delle Marche" di Varaldo finiscano per essere gli Esercizi di stile del XXI secolo?