Seconda puntata di queste brevi memorie di un appassionato di rebus.
Ancora negli anni Settanta nel campo dei rebus sembrava che ci fosse tutto da inventare. Ogni volta che incontravo Gian Carlo Brighenti (Briga), il curatore della sezione rebus della Settimana Enigmistica, mi mostrava o mi citava a memoria un esempio di rebus nuovo, completamente inedito proprio nella concezione, che gli avevano mandato o che aveva inventato lui. Era il periodo in cui aveva presentato, assieme all'amico Michele Gazzarri (Mig) i "rebus sensoriali" (esempio: Perno di bachelite, per N odi Bach e lite; N era il tasto play di un registratore che faceva sentire musica e due persone che litigavano).
I problemi con questi rebus di nuova concezione (e che poi sarebbero stati chiamati "rebus della nuova frontiera") sono due: come illustrarli e come risolverli. Ricordo di avere trovato un rebus che all'epoca era considerato così difficile che la Settimana Enigmistica lo pubblicò in abbinamento a un altro gioco, che ne avrebbe facilitato la soluzione. Era il 1976, e l'autore era Maurizio Cabelassi (McAbel): aveva esordito pochi anni prima e si sarebbe affermato come uno dei massimi autori contemporanei. Si vedeva un re B, che si divertiva mentre il piccolo buffone VE giocava a tirargli dei pugni (5, 9, 10). La soluzione era: Breve, concitato parlottare (B, re; VE con citato par lottare).
Meraviglioso ma come illustrare il "par" ? Come suo solito l'illustratrice Maria Ghezzi Brighenti (La Brighella) aveva trovato un modo elegante e inoppugnabile (un buffone non può lottare con un re, e non per gioco).
Altri rebus che ricordo a memoria del geniale McAbel:
Un bracciante N, che sta passando del sale CO al setaccio: Chi non sa le cose, taccia (chino N, sale CO setaccia).
Un conferenziere C che nella prima vignetta incomincia a parlare all'uditorio RIA; nella seconda vignetta sta ancora parlando, ma sono tutti distratti o addormentati: Fini raccolte d'argenteria (finirà C col tediar gente RIA).
Avete presente "Il Misantropo" di Bruegel? E' un vecchio incappucciato, con la barba a punta che gli esce dal sottogola. Metteteci, come Cabelassi, una R sopra e otterrete il rebus Lavoro di agente (l'avo R odia gente: infatti è misantropo).
Ancora negli anni Settanta nel campo dei rebus sembrava che ci fosse tutto da inventare. Ogni volta che incontravo Gian Carlo Brighenti (Briga), il curatore della sezione rebus della Settimana Enigmistica, mi mostrava o mi citava a memoria un esempio di rebus nuovo, completamente inedito proprio nella concezione, che gli avevano mandato o che aveva inventato lui. Era il periodo in cui aveva presentato, assieme all'amico Michele Gazzarri (Mig) i "rebus sensoriali" (esempio: Perno di bachelite, per N odi Bach e lite; N era il tasto play di un registratore che faceva sentire musica e due persone che litigavano).
I problemi con questi rebus di nuova concezione (e che poi sarebbero stati chiamati "rebus della nuova frontiera") sono due: come illustrarli e come risolverli. Ricordo di avere trovato un rebus che all'epoca era considerato così difficile che la Settimana Enigmistica lo pubblicò in abbinamento a un altro gioco, che ne avrebbe facilitato la soluzione. Era il 1976, e l'autore era Maurizio Cabelassi (McAbel): aveva esordito pochi anni prima e si sarebbe affermato come uno dei massimi autori contemporanei. Si vedeva un re B, che si divertiva mentre il piccolo buffone VE giocava a tirargli dei pugni (5, 9, 10). La soluzione era: Breve, concitato parlottare (B, re; VE con citato par lottare).
Meraviglioso ma come illustrare il "par" ? Come suo solito l'illustratrice Maria Ghezzi Brighenti (La Brighella) aveva trovato un modo elegante e inoppugnabile (un buffone non può lottare con un re, e non per gioco).
Altri rebus che ricordo a memoria del geniale McAbel:
Un bracciante N, che sta passando del sale CO al setaccio: Chi non sa le cose, taccia (chino N, sale CO setaccia).
Un conferenziere C che nella prima vignetta incomincia a parlare all'uditorio RIA; nella seconda vignetta sta ancora parlando, ma sono tutti distratti o addormentati: Fini raccolte d'argenteria (finirà C col tediar gente RIA).
Avete presente "Il Misantropo" di Bruegel? E' un vecchio incappucciato, con la barba a punta che gli esce dal sottogola. Metteteci, come Cabelassi, una R sopra e otterrete il rebus Lavoro di agente (l'avo R odia gente: infatti è misantropo).