Il 2010 di Lessico e Nuvole si è chiuso con una vera sorpresa, almeno per me; la sorpresa riguarda il mondo della letteratura a' contrainte (= vincolata). Per questo mondo è stato un anno dolceamaro. Amaro, perché sono scomparsi Edoardo Sanguineti e Carmelo Filocamo, due poeti che rappresentavano valori assoluti rispettivamente per il grande pubblico e per il pubblico specializzato degli enigmisti. Dolce, perché la ricerca di nuove contraintes, ossia di nuove regole del gioco, ha prodotto le novità assolute dei sonetti "delle marche" di Giuseppe Varaldo (li abbiamo visti quest'estate) e dei versi di Grangetto, che abbiamo visto subito prima di Natale.
Si trattava di quattro quartine, in parafrasi del "San Martino" di Carducci, con un grado di fedeltà all'originale dal medio allo stretto. Mentre scrivo non posso sapere se qualcuno ha indovinato quale fosse la contrainte. Immagino, in ogni caso, che saranno molti di più quelli che indovineranno oggi, quando ripeto i versi di Grangetto, ma li metto in corrispondenza non più con quelli di "San Martino" ma con quelli di un'altra poesia in quattro quartine di settenari di Carducci, "Pianto antico".
Pianto antico, di Giosue Carducci (Io canto pinta, di Giuseppe Grangetto)
L'albero a cui tendevi (È nube: va da erti colli) / la pargoletta mano (allaga prato, monte) / il verde melograno (m'è il ver grand'eolo) / dà bei vermigli fior (brividi: geme il faro) // nel muto orto solingo (moto nel rion: lo gusto) / rinverdì tutto or ora (irroro tetro tin d'uva) / e giugno lo ristora (oggi so un raro etil) / di luce e di calor. (e dia luci del cor) // Tu, fior de la mia pianta (Tu a falò... rami di pineta) /percossa e inaridita, (cossi anitra: epa ride) / tu de l'inutil vita (dì tu vental liuti) / estremo, unico fior (in uscio erto fermo) // sei ne la terra fredda, (in fra le strade d'aere) / sei ne la terra negra (e se negr'alati erran) / né il sol più ti rallegra (pellegrini a altrui sol) / né ti risveglia amor (voli migranti: è sera .
Il prossimo numero conterrà la soluzione esplicita.
Si trattava di quattro quartine, in parafrasi del "San Martino" di Carducci, con un grado di fedeltà all'originale dal medio allo stretto. Mentre scrivo non posso sapere se qualcuno ha indovinato quale fosse la contrainte. Immagino, in ogni caso, che saranno molti di più quelli che indovineranno oggi, quando ripeto i versi di Grangetto, ma li metto in corrispondenza non più con quelli di "San Martino" ma con quelli di un'altra poesia in quattro quartine di settenari di Carducci, "Pianto antico".
Pianto antico, di Giosue Carducci (Io canto pinta, di Giuseppe Grangetto)
L'albero a cui tendevi (È nube: va da erti colli) / la pargoletta mano (allaga prato, monte) / il verde melograno (m'è il ver grand'eolo) / dà bei vermigli fior (brividi: geme il faro) // nel muto orto solingo (moto nel rion: lo gusto) / rinverdì tutto or ora (irroro tetro tin d'uva) / e giugno lo ristora (oggi so un raro etil) / di luce e di calor. (e dia luci del cor) // Tu, fior de la mia pianta (Tu a falò... rami di pineta) /percossa e inaridita, (cossi anitra: epa ride) / tu de l'inutil vita (dì tu vental liuti) / estremo, unico fior (in uscio erto fermo) // sei ne la terra fredda, (in fra le strade d'aere) / sei ne la terra negra (e se negr'alati erran) / né il sol più ti rallegra (pellegrini a altrui sol) / né ti risveglia amor (voli migranti: è sera .
Il prossimo numero conterrà la soluzione esplicita.