Sempre per le traslazioni carducciane, ecco la versione di Giuseppe Grangetto del passaggio da San Martino a Pianto Antico. In ogni riga trovate: (1) San Martino; (2) anagramma di San Martino che parafrasa (3) Pianto Antico
San Martino / Non mi starà ! / Pianto antico
La nebbia a gl'irti colli / Agiti l'alberi con balli / L'albero a cui tendevi
piovigginando sale, / son nidi: poggia leva ! / la pargoletta mano,
e sotto il maestrale / e sali stretto a melo / il verde melograno
urla e biancheggia il mar; / che raggi belli mani, aura ! / dà bei vermigli fior,
ma per le vie del borgo / bel dì va ... porge l'eremo / nel muto orto solingo
dal ribollir dè tini / di lì brilleran doti / rinverdì tutto or ora
va l'aspro odor dè vini / vien l'ardor ... ivi do posa / e giugno lo ristora
l'anime a rallegrar. / le rimarrà la legna / di luce e di calor.
Gira sù ceppi accesi / E spiga ci cresca? ... più / Tu, fior de la mia pianta
lo spiedo scoppiettando: / colpito possedendo, patì / percossa e inaridita,
sta il cacciator fischiando/ da cor alto s'infischi, / taccia tu de l'inutil vita
su l'uscio a rimirar / lui, rar'amor, sì, uscì / estremo, unico fior,
tra le rossastre nubi / buona terra? lì stress ! / sei ne la terra fredda,
stormi d'uccelli neri, / scordin luce ... lì tremi / sei ne la terra negra;
com'esuli pensieri, / sol mi rise ... né c'è più / né il sol più ti rallegra
nel vespero migrar. / speri nel grev'amor ? / né ti risveglia amor.
San Martino / Non mi starà ! / Pianto antico
La nebbia a gl'irti colli / Agiti l'alberi con balli / L'albero a cui tendevi
piovigginando sale, / son nidi: poggia leva ! / la pargoletta mano,
e sotto il maestrale / e sali stretto a melo / il verde melograno
urla e biancheggia il mar; / che raggi belli mani, aura ! / dà bei vermigli fior,
ma per le vie del borgo / bel dì va ... porge l'eremo / nel muto orto solingo
dal ribollir dè tini / di lì brilleran doti / rinverdì tutto or ora
va l'aspro odor dè vini / vien l'ardor ... ivi do posa / e giugno lo ristora
l'anime a rallegrar. / le rimarrà la legna / di luce e di calor.
Gira sù ceppi accesi / E spiga ci cresca? ... più / Tu, fior de la mia pianta
lo spiedo scoppiettando: / colpito possedendo, patì / percossa e inaridita,
sta il cacciator fischiando/ da cor alto s'infischi, / taccia tu de l'inutil vita
su l'uscio a rimirar / lui, rar'amor, sì, uscì / estremo, unico fior,
tra le rossastre nubi / buona terra? lì stress ! / sei ne la terra fredda,
stormi d'uccelli neri, / scordin luce ... lì tremi / sei ne la terra negra;
com'esuli pensieri, / sol mi rise ... né c'è più / né il sol più ti rallegra
nel vespero migrar. / speri nel grev'amor ? / né ti risveglia amor.