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Ilaria Gioconda

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Non mi ricordo quale fosse il motivo che a suo tempo mi aveva portato a proclamare il 1997 "Anno dei palindromi". Sicuramente, un motivo pretestuoso. Molti motivi in più ci sono per sospettare che il 2011 sia un anno buono per i rebus. Non solo per il titolo dell'articolo con cui Gianni Mura salutava, un mese fa, la vittoria dell'Inter nella Coppa del Mondo per club: "Un anno fantastico e un futuro rebus". Non solo per tutte le volte che si dice "il rebus delle cartelle esattoriali" o "il rebus della riforma elettorale".

    Il motivo principale è certo la mostra "Ah, che Rebus", inaugurata subito prima di Natale, a Roma, a Palazzo Poli (Fontana di Trevi). Palazzo Poli è uno spazio museale. In uno spazio museale potreste incontrare una tavola, già dipinta per un altare, che si chiama ZZ; lì vicino, alcuni dipinti a olio, OP. Soluzione: Palazzo Poli (pala ZZ; OP oli). Palazzo Poli conterrebbe così un rebus che contiene Palazzo Poli: variante enigmistica della litografia "Galleria di litografie" di M. C. Escher.
   
Un altro buon motivo. Il giorno dopo l'inaugurazione, a casa di amici comuni, ho avuto il grande piacere di fare la conoscenza di Ilaria Occhini. L'attrice non aveva mai saputo, come sospettavo, che nel 1974, sulla rivista AEnigma, il rebussista Enrico Parodi (Snoopy per gli enigmisti) aveva pubblicato un rebus la cui vignetta corrispondeva a una riproduzione della Gioconda di Leonardo. Soluzione: Ilaria Occhini. Ilari a' occhi? Nì!, infatti non si sa se la Gioconda sorrida, sì o no. La signora Occhini mi guardava un po' strano, mentre le raccontavo la storia, e mi sono sentito che stavo facendo la solita figura da matto. Mi ha lasciato finire e poi mi ha detto: "Ma pensi che combinazione, mia madre si chiamava Gioconda".
   
Ci sono, peraltro, rebus di Leonardo da Vinci nella prima sala della mostra. Chiedersi se è un caso? "Ah, è meglio star qui a guardare i pianeti nuotare davanti a me / Nell'oscurità del rebus" (Paolo Conte, Rebus).