...Piedone e Calibano.
Così si intitolava uno dei miei capitoli della Zia era assatanata di Giampaolo Dossena. Era il gioco sulle assonanze di cui ieri Luca Fanelli ci ha dato un bell'esempio, a partire dal San Martino di Giosue Carducci.
Gli esempi di Dossena, oltre a quello del titolo che derivava dall'incipit tassiano: "Canto l'armi pietose e 'l capitano" erano cose come:
O carne lessa, che già fosti un tordo (O cameretta che già fosti un porto; Petrarca)
Corre il mastino in compagnia del panda (Sorge il mattino in compagnia dell'alba; Parini)
Rametti di salvia il paria detesta (Mameli)
O carabina, carabina storta (O cavallina, cavallina storna; Pascoli)
Tepente acciaro e vento di chitarre (Settembre andiamo. È tempo di migrare; Gabriele D'Annunzio)
Sino allo stupendo:
Ci dubito, ci penso (Ungaretti).
È qui che compariva "La vecchia ha vizi molli", per "La nebbia agl'irti colli", che Fanelli ieri variava come "Da seppia ai ricci polpi".
Così si intitolava uno dei miei capitoli della Zia era assatanata di Giampaolo Dossena. Era il gioco sulle assonanze di cui ieri Luca Fanelli ci ha dato un bell'esempio, a partire dal San Martino di Giosue Carducci.
Gli esempi di Dossena, oltre a quello del titolo che derivava dall'incipit tassiano: "Canto l'armi pietose e 'l capitano" erano cose come:
O carne lessa, che già fosti un tordo (O cameretta che già fosti un porto; Petrarca)
Corre il mastino in compagnia del panda (Sorge il mattino in compagnia dell'alba; Parini)
Rametti di salvia il paria detesta (Mameli)
O carabina, carabina storta (O cavallina, cavallina storna; Pascoli)
Tepente acciaro e vento di chitarre (Settembre andiamo. È tempo di migrare; Gabriele D'Annunzio)
Sino allo stupendo:
Ci dubito, ci penso (Ungaretti).
È qui che compariva "La vecchia ha vizi molli", per "La nebbia agl'irti colli", che Fanelli ieri variava come "Da seppia ai ricci polpi".