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Le vocali immutate

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LA POSOLOGIA del gioco che fa passare da "La nebbia agl'irti colli" a "La vecchia ha vizi molli" è stata spiegata con dovizia di particolari da Giampaolo Dossena nel secondo capitolo del suo La zia era assatanata (Theoria 1988; Rizzoli, 1990).

Non si tratta solo di tenere le stesse vocali, che Dossena più correttamente chiamava "lettere vocaliche", ma anche lo schema degli accenti e i dittonghi. "Stesso" non vuol dire la stessa cosa, se parliamo di voce o di scrittura.

A cosa si può applicare il gioco delle "stesse vocali" ?
Innanzitutto a nomi propri (1), a proverbi (2), a titoli (3).


1.    Livio dè Bukowski.

2.    Ci son suore vilipese.

3.    Karima non favella.
LA POSOLOGIA del gioco che fa passare da "La nebbia agl'irti colli" a "La vecchia ha vizi molli" è stata spiegata con dovizia di particolari da Giampaolo Dossena nel secondo capitolo del suo La zia era assatanata (Theoria 1988; Rizzoli, 1990).

Non si tratta solo di tenere le stesse vocali, che Dossena più correttamente chiamava "lettere vocaliche", ma anche lo schema degli accenti e i dittonghi. "Stesso" non vuol dire la stessa cosa, se parliamo di voce o di scrittura.

A cosa si può applicare il gioco delle "stesse vocali" ?
Innanzitutto a nomi propri (1), a proverbi (2), a titoli (3).


1.    Livio dè Bukowski.

2.    Ci son suore vilipese.

3.    Karima non favella.