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Un giughett in milanes

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La rivista enigmistica più longeva fra quelle ancora in corso di pubblicazione si chiama Penombra e si stampa a Roma. Essendo stata fondata nel 1920, è nel suo decimo decennio. Nel numero dello scorso dicembre, Franco Diotallevi (Tiberino) concludeva un ciclo di articoli di storia dell'enigmistica, dedicati a "La posta di Caprino". Così si intitolava un periodico che alla fine dell'Ottocento veniva pubblicato in Lombardia (a Caprino Bergamasco), da Antonio Ghislanzoni, lo scrittore della Scapigliatura noto soprattutto per aver scritto il libretto dell'Aida verdiana. Gli scapigliati erano tutti mezzi enigmisti: si incuriosivano dei giochetti pubblicati sulle riviste. Nelle Note azzurre di Carlo Dossi (Adelphi le ha appena ripubblicate, per la prima volta in edizione integrale e tascabile) trovate appunti di umorismo scatologico, del genere "Madreperla, ceralacca / le par merda: l'era cacca" (sono due anagrammi). Molto più significativa la…
La rivista enigmistica più longeva fra quelle ancora in corso di pubblicazione si chiama Penombra e si stampa a Roma. Essendo stata fondata nel 1920, è nel suo decimo decennio. Nel numero dello scorso dicembre, Franco Diotallevi (Tiberino) concludeva un ciclo di articoli di storia dell'enigmistica, dedicati a "La posta di Caprino". Così si intitolava un periodico che alla fine dell'Ottocento veniva pubblicato in Lombardia (a Caprino Bergamasco), da Antonio Ghislanzoni, lo scrittore della Scapigliatura noto soprattutto per aver scritto il libretto dell'Aida verdiana. Gli scapigliati erano tutti mezzi enigmisti: si incuriosivano dei giochetti pubblicati sulle riviste. Nelle Note azzurre di Carlo Dossi (Adelphi le ha appena ripubblicate, per la prima volta in edizione integrale e tascabile) trovate appunti di umorismo scatologico, del genere "Madreperla, ceralacca / le par merda: l'era cacca" (sono due anagrammi). Molto più significativa la passione di Arrigo Boito per i palindromi ("A Milano, non a Lima"; "O niterco!"); anche quel Giuseppe Airoldi, il lecchese che viene annoverato tra i pionieri del cruciverba, frequentava circoli scapigliati.  Non c'è dunque da stupirsi se la "Posta di Caprino" aveva anche una pagina di "Indovinelli e Sciarade".
    Il numero del 17 novembre 1892 conteneva una "Sciarada meneghina": "Al primm foo de cappell con grand rispett / El tutt 1'é un bel giughett, / quand el capissi no però me secchi. / Se un oss segond / Gho chi sul tond, / El spolpi fin che poss, poeu el scisci, el lecchi". Di questa sciarada non è mai stata data la soluzione, che anche Diotallevi non conosce.
    In effetti la sciarada non è molto facile, soprattutto per chi non capisce il dialetto milanese. Fornisco la traduzione in italiano:  "Al primo mi tolgo il cappello, con gran rispetto / Il tutto è proprio un bel giochetto, / Ma se non lo risolvo, mi secco. / Se un osso secondo /ho del piatto nel tondo / Lo spolpo fin che posso, lo schiaccio e poi lo lecco". Per la soluzione si va al prossimo venerdì,.