UNA settimana fa avevamo visto una "Sciarada Meneghina" dello scrittore Antonio Ghislanzoni: "Al primm foo de cappell con grand rispett / El tutt 1'é un bel giughett, / quand el capissi no però me secchi. / Se un oss segond / Gho chi sul tond, / El spolpi fin che poss, poeu el scisci, el lecchi". La traduzione è: "Al primo mi tolgo il cappello, con gran rispetto / Il tutto è proprio un bel giochetto, / Ma se non lo risolvo, mi secco. / Se un osso secondo /ho del piatto nel tondo / Lo spolpo fin che posso, lo schiaccio e poi lo lecco".
La soluzione non è mai stata resa nota, ma penso proprio di poterla dare io: re / bus = rebus. Bus non va inteso nel senso inglese, di mezzo pubblico ma nel senso milanese di "buco", nella locuzione "oss bus", ossobuco (Gadda definiva i milanesi "ossibuchivori", e in effetti...).
Alla fine del 1800, quando scriveva Ghislanzoni e quando veniva coniata la parola "enigmistica" era abbastanza normale che un giornale avesse una pagina di giochi enigmistici (come oggi l'oroscopo), e che un enigma si risolvesse con il nome di un altro enigma (il rebus, bel giughett). È proprio vero: "quand el capissi no però me secchi": la sciarada doveva essere risolvibile e quindi ne dobbiamo dedurre che il nome "rebus" doveva essere noto alla platea dei solutori.
Una seconda osservazione. "L'è pussee grand l'oeucc ch'el boeucc": l'occhio è più grande del buco è il proverbio che a Milano si usa per quei casi in cui ci si serve una porzione maggiore di quella che si mangerà. Più in generale, non è un'opinione interessante quella per cui l'idea della fame è maggiore della fame stessa?
A causa di questo proverbio, uno dei più longevi e tradizionali ristoranti milanesi si chiama proprio "El boeucc". Alcuni però traducono boeucc con bocca, che è un errore grossolano (bocca si dice in milanese si dice come in italiano). Boeucc vuol dire "buco", come bus. Non so se si possa ipotizzare che "bus" sia il foro, mentre boeucc una più vasta e sfrangiata cavità.
La soluzione non è mai stata resa nota, ma penso proprio di poterla dare io: re / bus = rebus. Bus non va inteso nel senso inglese, di mezzo pubblico ma nel senso milanese di "buco", nella locuzione "oss bus", ossobuco (Gadda definiva i milanesi "ossibuchivori", e in effetti...).
Alla fine del 1800, quando scriveva Ghislanzoni e quando veniva coniata la parola "enigmistica" era abbastanza normale che un giornale avesse una pagina di giochi enigmistici (come oggi l'oroscopo), e che un enigma si risolvesse con il nome di un altro enigma (il rebus, bel giughett). È proprio vero: "quand el capissi no però me secchi": la sciarada doveva essere risolvibile e quindi ne dobbiamo dedurre che il nome "rebus" doveva essere noto alla platea dei solutori.
Una seconda osservazione. "L'è pussee grand l'oeucc ch'el boeucc": l'occhio è più grande del buco è il proverbio che a Milano si usa per quei casi in cui ci si serve una porzione maggiore di quella che si mangerà. Più in generale, non è un'opinione interessante quella per cui l'idea della fame è maggiore della fame stessa?
A causa di questo proverbio, uno dei più longevi e tradizionali ristoranti milanesi si chiama proprio "El boeucc". Alcuni però traducono boeucc con bocca, che è un errore grossolano (bocca si dice in milanese si dice come in italiano). Boeucc vuol dire "buco", come bus. Non so se si possa ipotizzare che "bus" sia il foro, mentre boeucc una più vasta e sfrangiata cavità.