LO SCORSO venerdì sono usciti due giochi sulla medesima parola, tutti e due nei dintorni del settimanale L'espresso.
Il primo gioco è di Umberto Eco, nel titolo della sua "Bustina di Minerva" uscita appunto nel numero attualmente in edicola:
VIENI AVANTI, CRITONE.
Qualcuno dirà: il gioco non è di Eco, è del redattore dell'Espresso, perché si sa che nel giornalismo il titolo non è mai di chi firma l'articolo. Giusto: e passo la vita a spiegarlo quando mi rimproverano un titolo di un mio articolo. Ma questa regola ha un'eccezione: quella di Umberto Eco, che ha ottenuto di poter scegliere da sé il titolo della sua "Bustina di Minerva". L'arte del titolo gliel'ha insegnata Valentino Bompiani, l'editore presso cui Eco ha lavorato ai suoi esordi (ancora adesso Eco pubblica quasi tutti i suoi libri per il marchio editoriale Bompiani). Eco racconta che aveva proposto i suoi primi due libri di successo, Opera Aperta e Apocalittici e Integrati con titoli come "Forma e indeterminazione nelle poetiche contemporanee" e "Comunicazioni di massa e teorie della cultura di massa". Il conte Bompiani, in entrambi i casi, aprì i manoscritti e trovò lì in mezzo le due formule destinate poi a fare epoca.
Anche il secondo gioco è un titolo: non più sul settimanale, ma nel suo sito; in particolare nel blog "Piovono rane" di Alessandro Gilioli (blog consigliabile anche per tanti altri motivi). A proposito dell'usanza del nostro governo di prendere le sue decisioni durante serate in case private ha intitolato un post "La cena dei decretini". Forse avrebbe potuto osare di più e intitolare "La cena de'-cretini" o "La cena decretini", ma non posso biasimarlo se non se l'è sentita.