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Sgarbi, il bollettino del Gemelli: “Condizioni critiche ma stabili”

Bagordi da Mora

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Vorrei tornare, dal punto di vista tecnico, sul meraviglioso palindromo di Bob Otti visto ieri.

Qualcuno ha notato che il poemetto palindromico conteneva, come disciolto in versi lontani fra loro parte del palindromo di Stefania Marabotto visto due rubriche fa: "è ressa per tre passere". Fra Bob Otti e Marabotto, a quanto ne so io, corre solo  una somiglianza fonetica. È che i palindromi più lunghi sono sempre montaggi di palindromi più corti. Io, anzi, preferisco quelli più corti, a meno che non si riesca quasi miracolosamente a dare un senso unitario sufficientemente coerente a poemetti come quello, di rara consistenza testuale, di Bob Otti..

Esercizio per dottorati palindromici. Trasformare il maggior numero possibile di versi del poemetto palindromico di Bob Otti in palindromi autonomi (o anche in antipodi, segnalati da un asterisco prima o dopo la lettera che resta ferma).

Svolgimento:
    
Mai dolo [...] O, lodiam!

diventa

Siamo sempre onesti: O: mai dolo lodiamo.


Illusa, finge, sottosegretaria. [...]là, ira terge, sotto segni fasulli.

diventa

La Santanché ha ottenuto a urla un posto: *la ira: terge sottosegretaria
Si crede la preferita di B.:  Illusa, finge segni fasulli.


L'aroma di droga ballava:  [...] bagordi da Mora

diventa

Lele in trasferta:  A Roma, di droga bagordi da Mora.