Giambattista Vicari aveva fondato la rivista Il Caffè nel 1953 e l'ha poi diretta sino alla propria scomparsa, nel 1977. La storia del Caffè si legge sul sito-archivio curato da Anna Vicari, figlia di Giambattista (www.ilcaffeletterario.it). Una delle rubriche del Caffè era l'"Istituto di Protesi Letteraria", praticamente la versione italiana dell'Oulipo francese.
In un numero uscito nel giugno del 1981, curato da amici di Vicari che volevano far vivere la gloriosa testata, l'Istituto ospitava un racconto-esperimento davvero degno delle fumisterie di Raymond Queneau e compagni. Si intitolava "L'autogenito" e l'autore era Sal Kierkia. Prima frase dell'avvertenza iniziale: "La presente sottospecie di racconto fila su una trama obbligata a traccia continua computerizzata in serie ricorrente su programma elaborato da uno di quegli strumenti poco intelligenti ma assai tecnici che vorranno soppiantare i cervelli umani una volta che questi avranno esaurito la loro supposta carica di materia grigia".
Come funzionava l'"Autogenito" ? Si può capire dall'incipit del racconto: "Nonostante il parere contrario di clienti e colleghi non più irreprensibili di lui, l'avvilito avv. leone Slegato presumeva di essere stato un LEGALE ONESTO. Né gli favoriva maggior credito una riproduzione in miniatura del GALEONE STORICO appartenuto a un avo della sua ascendenza corsara, ora in bella mostra nel suo studio ora deserto. Pure in tempi di grande avvedutezza, l'avv. etc. s'era costruita una villa in campagna ai bordi un ruscello tra RICOVERI DI CASTORI e tante di volpi. Fu in quell'amena abitazione che egli visse con avvincente passione giovanile la sua VERIDICA STORIA D'AMORE...".
Un altro indizio lo dà un'avvertenza finale che contiene la "traccia continua": LEGALEONESTORICOVERIDICASTORIADAMORE...
Così, insomma, si divertiva Sal Kierkia, per l'anagrafe Salvatore Chierchia, per gli enigmisti, Magopide: coltissimo maestro di giochi verbali, scomparso a Campobasso alla fine del gennaio 2011. Al prossimo venerdì per il meccanismo dell'Autogenito.
In un numero uscito nel giugno del 1981, curato da amici di Vicari che volevano far vivere la gloriosa testata, l'Istituto ospitava un racconto-esperimento davvero degno delle fumisterie di Raymond Queneau e compagni. Si intitolava "L'autogenito" e l'autore era Sal Kierkia. Prima frase dell'avvertenza iniziale: "La presente sottospecie di racconto fila su una trama obbligata a traccia continua computerizzata in serie ricorrente su programma elaborato da uno di quegli strumenti poco intelligenti ma assai tecnici che vorranno soppiantare i cervelli umani una volta che questi avranno esaurito la loro supposta carica di materia grigia".
Come funzionava l'"Autogenito" ? Si può capire dall'incipit del racconto: "Nonostante il parere contrario di clienti e colleghi non più irreprensibili di lui, l'avvilito avv. leone Slegato presumeva di essere stato un LEGALE ONESTO. Né gli favoriva maggior credito una riproduzione in miniatura del GALEONE STORICO appartenuto a un avo della sua ascendenza corsara, ora in bella mostra nel suo studio ora deserto. Pure in tempi di grande avvedutezza, l'avv. etc. s'era costruita una villa in campagna ai bordi un ruscello tra RICOVERI DI CASTORI e tante di volpi. Fu in quell'amena abitazione che egli visse con avvincente passione giovanile la sua VERIDICA STORIA D'AMORE...".
Un altro indizio lo dà un'avvertenza finale che contiene la "traccia continua": LEGALEONESTORICOVERIDICASTORIADAMORE...
Così, insomma, si divertiva Sal Kierkia, per l'anagrafe Salvatore Chierchia, per gli enigmisti, Magopide: coltissimo maestro di giochi verbali, scomparso a Campobasso alla fine del gennaio 2011. Al prossimo venerdì per il meccanismo dell'Autogenito.