È più imperdonabile l'ignoranza o l'ottusità? Beh, se avessi avuto dei dubbi me li sarei tolti l'altro giorno.
Infatti non aver saputo che esisteva il caso di Ezzelino da Romano che ha dato il nome al paese di Romano d'Ezzelino prima che me lo scrivessero tre lettori non solo non mi è dispiaciuto più di tanto, ma non mi ha neppure stupito. Se c'è una cosa che più si approssima al concetto di infinito, per me, è l'ammontare delle cose che non so (infinito di grado superiore: le cose che non so di non sapere).
Invece mi ha mortificato quello che uno di questi lettori, Giancarlo de Gasperis, ha aggiunto: che la ciclicità dei nomi Ezzelino da Romano e Romano d'Ezzelino gli ricordava la famosa storia di Quo Vadis: "un po' come i tre amici che si incontrano (la storiella parla di due, ma ce ne servono tre, altrimenti è inconsistente):
1) aho!, 'ndo vai?
2) Ar Cinema!
3) A che vede?
2) "Quo Vadis"
3) E che vor di'?
1) 'ndo Vai?
2) Ar Cinema!"
Con due interlocutori, infatti, il numero di battute si spariglia e la cosa funziona poco. Saranno quarant'anni e non mi è mai venuto in mente che potessero essere in tre.
Ps: Il lettore che ho spesso citato come Mario Picchi in realtà di chiama Carlo.