Il lettore Marco Rosa Salva si è accorto di un magnifico caso di cronaca.
Siamo a Venezia. Era in vigore un'ordinanza municipale che, per contrastare il fenomeno della vendita ambulante, impediva di circolare con le grosse sacche necessarie al trasporto della merce. Questa ordinanza è stata di recente cancellata. Così ne dava notizia un giornale locale:
Il Tar cancella l'ordinanza anti borsoni. La sentenza, che ha immediata efficacia, impone al Comune di fare un aeroplanino di carta dell'ordinanza pensata a suo tempo dal vicesindaco Michele Vianello per bloccare i vù cumprà. [...] La terza sezione del Tar presieduta da Giuseppe Di Nunzio ha infatti cancellato l'ordinanza del 2008 sotto il profilo giuridico perché non è dimostrato il carattere dell'urgenza. E l'avv. Pozzan chiede che venga cancellata anche l'ordinanza del 2011 - identica a quella del 2008 - firmata dal sindaco Orsoni. Gli immigrati di fatto possono tornare in centro storico e nessuno può più impedire loro di girare per strada anche con borsoni grandi come una casa.
(dal Gazzettino di Venezia, 27 marzo 2011)
Il lettore Rosa Salva giustamente si chiede: "Si può ritenere però che il sindaco di Venezia abbia elaborato un secondo piano, alternativo, che può essere dunque definito piano B.-Orsoni".
Il sindaco di Venezia, infatti, si chiama Giorgio Orsoni.
Ora mi chiedo come si combini il suo cognome con quello del suo predecessore, che si proponeva di Cacciar-I- bOrsoni.