Lessico e Nuvole

L'apostrofo, falso tropo

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Il titolo è un bell'anagramma di Giuseppe Grangetto, e ci riporta ad alcuni giochi di apostrofo che avevamo incominciato poche settimane fa e che sono stati inghiottiti da una voragine di falsi prefissi: ci sono anche alcune somiglianze fra i due giochi. Vedremo nei prossimi giorni alcuni esempi arrivati, ma mi sembra giusto incominciare da alcuni grandissimi classici dell'apostrofo umoristico, la cui memoria alcuni lettori mi hanno rinfrescato.

Alessandro Bartezzaghi non si spiega come io non abbia ricordato subito il celeberrimo "deus ex machina", ovvero "Dio t'assista" (qualcuno lo ritiene un gioco blasfemo, ma questo qualcuno deve avercela un po' troppo con i tassisti). Oltre ad A. B., anche Marco Morello e Guido Ruzzier ricordano una barzelletta, che do nella versione di quest'ultimo:
 
La maestra: "Pierino, dimmi una frase col verbo "mescere."
Pierino: "La mia mamma mi ha fatto i calzoncini troppo corti, e m'esce."

Marco Morello, infine, mi aveva esilarato qualche anno fa ricordandomi una frase che ha fatto percorrere alle infanzie di molti il brivido del proibito. Non sto a dirla per esteso, ma insomma nella sua prima lettura potrebbe essere l'indicazione stradale data a un automobilista che dalle parti di Verona è indeciso se prendere l'autostrada in direzione Torino o in direzione Mestre, volendo visitare Milano. Uno dei possibili modi per dirlo si traduce, con un gioco d'apostrofi, in una scurrile minaccia. Se non vi basta la memoria, metteteci la fantasia. Ma molta.