È Pasqua, o quasi. Una volta, a Pasqua, si andava al cinema. A vedere cosa? Quo Vadis! E cosa vuol dire? Vuole dire che è Pasqua, perché Quo Vadis è un film ambientato nella Roma del I sec. e dei primi cristiani e ricompariva soprattutto prima di Pasqua.
Siamo qui a parlarne perché recentemente un lettore ha sostenuto che il famoso dialogo ad anello ha un numero di battute dispari: A. Dove vai? B. Al cinema. A. A vedere cosa? . B. Quo vadis? A. E che vuole dire? B. Dove vai? A. Al cinema.
A questo punto il dialogo può proseguire ma gli interlocutori ripetono l'uno le battute dell'altro. Questo lettore mi diceva che con tre interlocutori le cose andavano a posto.
Levata di scudi! Fra i tanti a protestare Paolo Panizza muove una controobiezione di tipo direi escheriano, perché "l'effetto surreale, assurdo di questa storiella è proprio l'illogico scambio dei ruoli logici tra i due interlocutori, chiamiamoli il richiedente e l'informatore, scambio che avviene sulla battuta ambigua "Dove vai?", che diventa ad un tempo domanda e risposta. Quindi con due amici funziona, ma come funziona un quadro di Escher, non c'è bisogno di raddrizzarne le scale".
Salomonica, e romanesca, invece la soluzione di Gianni: "La storiella originale di "Quo vadis?" è di due persone e come tale deve restare, altrimenti si perde il senso delle domande. Il gioco è sul fatto che A fa sempre domande (ripetendo la risposta di B in modo interrogativo come a chiedere conferma) mentre B dà solo risposte".
a) 'Ndo vai?
b) Ar cinema!
a) Ar cinema? e che vai a véde?
b) Quo vadis!
a) Quo vadis? e che vor dì?
b) 'Ndo vai!
a) ''Ndo vai?
ecc.
Così funziona".
E Buona Pasqua a tutti.
Siamo qui a parlarne perché recentemente un lettore ha sostenuto che il famoso dialogo ad anello ha un numero di battute dispari: A. Dove vai? B. Al cinema. A. A vedere cosa? . B. Quo vadis? A. E che vuole dire? B. Dove vai? A. Al cinema.
A questo punto il dialogo può proseguire ma gli interlocutori ripetono l'uno le battute dell'altro. Questo lettore mi diceva che con tre interlocutori le cose andavano a posto.
Levata di scudi! Fra i tanti a protestare Paolo Panizza muove una controobiezione di tipo direi escheriano, perché "l'effetto surreale, assurdo di questa storiella è proprio l'illogico scambio dei ruoli logici tra i due interlocutori, chiamiamoli il richiedente e l'informatore, scambio che avviene sulla battuta ambigua "Dove vai?", che diventa ad un tempo domanda e risposta. Quindi con due amici funziona, ma come funziona un quadro di Escher, non c'è bisogno di raddrizzarne le scale".
Salomonica, e romanesca, invece la soluzione di Gianni: "La storiella originale di "Quo vadis?" è di due persone e come tale deve restare, altrimenti si perde il senso delle domande. Il gioco è sul fatto che A fa sempre domande (ripetendo la risposta di B in modo interrogativo come a chiedere conferma) mentre B dà solo risposte".
a) 'Ndo vai?
b) Ar cinema!
a) Ar cinema? e che vai a véde?
b) Quo vadis!
a) Quo vadis? e che vor dì?
b) 'Ndo vai!
a) ''Ndo vai?
ecc.
Così funziona".
E Buona Pasqua a tutti.