La fenomenologia del falso prefisso è vasta e frastagliata. Ne abbiamo già parlato lo scorso venerdì. Non so dire bene cos'abbia questo gioco di sconcertante: è semplice, a volte anche sciocco nel meccanismo di base, ma poi può convogliare risonanze quasi arcane (sì, si avvicina alla casistica dei falsi prefissi anche la famosa barzelletta "perché dici queste parole ar/cane?").
Un esempio di base è quello che il lettore che si firma Senza Regola ha messo proprio all'inizio di un suo raccontino sui falsi prefissi: "Prima dell'incidente giocavo a calcio: era il mio sport preferito". Pre/ferito: d'accordo?
Un secondo esempio dallo stesso raccontino è già più elaborato: "Ora mi accontento di guardare il pullman dell'Inter che ogni giorno fa il percorso consueto per andare al campo di allenamento". Scusate se vi offendo con la spiegazione, ma io non l'avevo trovata proprio subito: Con/su/Eto (Eto'o è il vero e strano nome del campione, ma è anche vero che il più delle volte viene pronunciato semplicemente "Eto").
Altri esempi. "La mia famiglia viaggia molto" (Stefano Kerschbamer). "Come mai al mio salumiere, per confezionare un etto di prosciutto, serve una carta perfetta?" (Walter Ferraris). Sono stato due volte vicino a Venezia: vi ho passato un bimestre (Agnoluck). Tutte le considerazioni su D'Annunzio sono state provate (Sergio Gorla). "Tutte le affermazioni sul fatto che D'Annunzio fosse un mercenario sono comprovate".
La mutevolezza e la stranezza di questo gioco mi sembrano ben testimoniate dall'aneddoto che mi ha raccontato Guido Ruzzier, che ha visto un falso prefisso, come dire, vivo, nella sua casella postale: "Un certo Dr. U. M. ha lasciato il suo biglietto da visita nelle cassette della posta. Si presenta così: "Dr. U(...) M(...). Dottore in Fisioterapia. Dottore in Scienze Motorie. Posturologo", eccetera. Ci ho messo un po', a capire che è uno che si interessa di posture, e non uno specialista che interviene dopo l'urologo (per fare che cosa, poi?)". Mah. Se mi viene in mente ci scrivo un Post-It.
Un esempio di base è quello che il lettore che si firma Senza Regola ha messo proprio all'inizio di un suo raccontino sui falsi prefissi: "Prima dell'incidente giocavo a calcio: era il mio sport preferito". Pre/ferito: d'accordo?
Un secondo esempio dallo stesso raccontino è già più elaborato: "Ora mi accontento di guardare il pullman dell'Inter che ogni giorno fa il percorso consueto per andare al campo di allenamento". Scusate se vi offendo con la spiegazione, ma io non l'avevo trovata proprio subito: Con/su/Eto (Eto'o è il vero e strano nome del campione, ma è anche vero che il più delle volte viene pronunciato semplicemente "Eto").
Altri esempi. "La mia famiglia viaggia molto" (Stefano Kerschbamer). "Come mai al mio salumiere, per confezionare un etto di prosciutto, serve una carta perfetta?" (Walter Ferraris). Sono stato due volte vicino a Venezia: vi ho passato un bimestre (Agnoluck). Tutte le considerazioni su D'Annunzio sono state provate (Sergio Gorla). "Tutte le affermazioni sul fatto che D'Annunzio fosse un mercenario sono comprovate".
La mutevolezza e la stranezza di questo gioco mi sembrano ben testimoniate dall'aneddoto che mi ha raccontato Guido Ruzzier, che ha visto un falso prefisso, come dire, vivo, nella sua casella postale: "Un certo Dr. U. M. ha lasciato il suo biglietto da visita nelle cassette della posta. Si presenta così: "Dr. U(...) M(...). Dottore in Fisioterapia. Dottore in Scienze Motorie. Posturologo", eccetera. Ci ho messo un po', a capire che è uno che si interessa di posture, e non uno specialista che interviene dopo l'urologo (per fare che cosa, poi?)". Mah. Se mi viene in mente ci scrivo un Post-It.