Io lo sapevo che Bob Otti faceva scuola. La sua versione enigmistica delle commedie in due (o poche più) battute di Achille Campanile non è passata inosservata. Ha avuto, anzi, diversi emulatori.
Il primo è stato Giuseppe Impastato S. I., che ha immaginato una storia di figlioli prodighi e sciarade:
Personaggi: moglie, marito, figlia sposata col marito.
Primo atto. Moglie alla figlia e al genero: per dono, tutto! Marito: pèrdono tutto! Moglie: perdo? No tutto.
Secondo atto (un anno dopo): pèrdono tutto...; Moglie: perdóno tutto. (Sipario).
Il secondo teatrino enigmistico viene da Piero Pasqua, che mette in scena "Prima Repubblica".
Personaggi: il giovane Giulio Andreotti, Aracne.
Il giovane Andreotti sta sognando la mitica Aracne, e le chiede consiglio: Giovane Andreotti: "Qual è il segreto per controllare il territorio?". Aracne: "Tessere". (Sipario).
L'esempio principale di Bob Otti riguardava Raffaello e il suo avvocato (L'avvocato: Dobbiamo cambiare strategia. Raffaello: Ma quella deposizione è mia, l'ho pure firmata. L'avvocato: Sì, ma ora ho in mente un altro disegno. Raffaello: Cosa mi consiglia di fare? L'avvocato: Ritratti). L'argomento artistico stuzzica particolarmente Andrea Daninos. Nella sua prima Commedia mette in scena Francisco Goya e Ludwig van Beethoven: Goya: "Lei conoscerà sicuramente le mie Pitture Nere nella Quinta del Sordo" (nome della casa di Goya). Beethoven: "Certamente, e lei avrà sicuramente saputo che ho composto la mia Quinta da sordo".
Nella seconda Commedia di Daninos siamo a Venezia, nello studio di Francesco Guardi. Personaggi: Francesco Guardi; sua madre.
La madre (guardando il figlio dipingere un piccolo paesaggio): Devi smetterla di fare i Capricci. Francesco: Te lo prometto, mamma. D'ora in poi sarò di larghe Vedute.