Il panorama della letteratura italiana di oggi è quanto mai variegato. Per orientarci, all'interno di esso, uno dei possibili modi è quello di chiedere alle stesse lettere di chi produce lettere qualche delucidazione: su ambizioni, visioni e manifesti programmatici degli autori di oggi, e del mondo dell'editoria ad essi correlato.
Uno dei casi editoriali più celebri degli ultimi anni, per esempio, è stato quello di MELISSA PANARIELLO, in arte Melissa P., nota per i suoi espliciti resoconti della sessualità adolescente: non c'è da stupirsi, le lettere ce l'avevano chiarissimo: l'autrice non lascia spazio all'immaginazione per "PENSARLO, IL SALAME": era già tutto lì. La scrittrice si difende: "SPERO IN SALAMELLA": non ha quindi vissuto ciò che descrive, ma era piuttosto tutto un desiderio? Non sappiamo. Comunque, si è insinuato che tutto nelle sue pagine ruotasse intorno al sesso. Ma non è un'oscenità sterile, bensì risponde a un'etica precisa, che considera "IL PENE, MORAL SALSA".
Il suo è stato un esordio fulminante: come tanti, peraltro, tra cui ANTONELLA LATTANZI, che lo meritava: "LA INNALZO LATTANTE", avrebbe potuto dire forse il direttore editoriale della sua casa editrice, ERNESTO FRANCO. Ma l'intellettuale, da Torino, si difende, con l'aplomb che lo contraddistingue (degno di un TRONO FRANCESE): non li pubblica proprio tutti, anzi "NE FO STRONCARE".
Tanto scalpore fece, all'interno dello stesso gruppo editoriale, un altro giovane autore torinese, PAOLO GIORDANO: in seguito al tanto successo, sono piovute le accuse: le sue pagine ODORANO PLAGIO, dicono in molti; altri, invece, parlano direttamente di LOGORIO PADANO.
Sempre in tema di esordienti di successo, SILVIA AVALLONE è stata recentemente apprezzata più per il suo décolleté che per le sue abilità letteraria: "VOLAVI, ASINELLA", in vetta alle classifiche, qualcuno potrebbe dire. Ma, anche come ragazza immagine, l'Avallone pare saperci fare: "LA VELINA SI LAVÒ", ci confortano dalla Rizzoli: insomma, era preparata anche a questo, almeno in termini di igiene. Le facciamo intanto i migliori auguri e proponiamo "VASELLINA VIOLA" come titolo per il suo prossimo romanzo: sempre per restare in tema di materia pulsante, come in "Acciaio"; e per ricollegarsi magari al filone inaugurato dalla collega Melissa, magari analizzandolo dalla viola prospettiva neofemminista.
Al Campiello, insieme a Silvia, c'era anche MICHELA MURGIA ("EHM... CIURMAGLIA", l'attaccò poi Vittorio Sgarbi, forse infastidito da quello stesso femminismo di cui sopra): Michela è un'autrice poliedrica, che se è in grado di raccontarci ALGHE, MARCIUMI del nostro tempo, ha forgiato la sua esperienza a partire dalla vita, svolgendo una gran quantità di lavori, anche umili. Prima in un call center, da lei raccontato nel suo primo libro; e ora, si vocifera, MARCHIA LEGUMI.
Uno dei casi editoriali più celebri degli ultimi anni, per esempio, è stato quello di MELISSA PANARIELLO, in arte Melissa P., nota per i suoi espliciti resoconti della sessualità adolescente: non c'è da stupirsi, le lettere ce l'avevano chiarissimo: l'autrice non lascia spazio all'immaginazione per "PENSARLO, IL SALAME": era già tutto lì. La scrittrice si difende: "SPERO IN SALAMELLA": non ha quindi vissuto ciò che descrive, ma era piuttosto tutto un desiderio? Non sappiamo. Comunque, si è insinuato che tutto nelle sue pagine ruotasse intorno al sesso. Ma non è un'oscenità sterile, bensì risponde a un'etica precisa, che considera "IL PENE, MORAL SALSA".
Il suo è stato un esordio fulminante: come tanti, peraltro, tra cui ANTONELLA LATTANZI, che lo meritava: "LA INNALZO LATTANTE", avrebbe potuto dire forse il direttore editoriale della sua casa editrice, ERNESTO FRANCO. Ma l'intellettuale, da Torino, si difende, con l'aplomb che lo contraddistingue (degno di un TRONO FRANCESE): non li pubblica proprio tutti, anzi "NE FO STRONCARE".
Tanto scalpore fece, all'interno dello stesso gruppo editoriale, un altro giovane autore torinese, PAOLO GIORDANO: in seguito al tanto successo, sono piovute le accuse: le sue pagine ODORANO PLAGIO, dicono in molti; altri, invece, parlano direttamente di LOGORIO PADANO.
Sempre in tema di esordienti di successo, SILVIA AVALLONE è stata recentemente apprezzata più per il suo décolleté che per le sue abilità letteraria: "VOLAVI, ASINELLA", in vetta alle classifiche, qualcuno potrebbe dire. Ma, anche come ragazza immagine, l'Avallone pare saperci fare: "LA VELINA SI LAVÒ", ci confortano dalla Rizzoli: insomma, era preparata anche a questo, almeno in termini di igiene. Le facciamo intanto i migliori auguri e proponiamo "VASELLINA VIOLA" come titolo per il suo prossimo romanzo: sempre per restare in tema di materia pulsante, come in "Acciaio"; e per ricollegarsi magari al filone inaugurato dalla collega Melissa, magari analizzandolo dalla viola prospettiva neofemminista.
Al Campiello, insieme a Silvia, c'era anche MICHELA MURGIA ("EHM... CIURMAGLIA", l'attaccò poi Vittorio Sgarbi, forse infastidito da quello stesso femminismo di cui sopra): Michela è un'autrice poliedrica, che se è in grado di raccontarci ALGHE, MARCIUMI del nostro tempo, ha forgiato la sua esperienza a partire dalla vita, svolgendo una gran quantità di lavori, anche umili. Prima in un call center, da lei raccontato nel suo primo libro; e ora, si vocifera, MARCHIA LEGUMI.