Mi scrive Marco Morello (M'iscrive M'arco M'orello...): "Cosa faceva Beethoven, già intralciato nel lavoro dalla sordità? Lottava per finire la Nona".
Uno dei soliti - cioè più che insoliti - calembour di Morello, che riesce sempre a trovare un angolo paradossale in più.
Qualche tempo fa, peraltro, avevamo parlato di giochi con l'apostrofo e come a volte accade non ne ho più parlato perché erano arrivati non pochi ma troppi contributi, da stentare a metterli in ordine.
I giochi con l'apostrofo, infatti, sono tanti e sono anche molto famosi. Così la piccola legione di lettori che mi ha scritto "Lascia l'ascia" non si offenderà di una citazione soltanto collettiva. In rappresentanza di tutti eleggo Francesca Grondona, che ha il merito di circostanziare per bene la citazione:
"... ricordo la meravigliosa (e ormai storica) vignetta di Jacovitti - mi pare fosse da "Cocco Bill sulle rotaie" - in cui in un corpo a corpo fra il nostro eroe ed un indiano pennuto, questi aveva la peggio, sotto la minaccia di Cocco Bill, armato di un'accetta, che così lo "apostrofava" (J): "Lascia l'ascia e Accetta l'accetta".
Già allora, avevo credo 6 o 7 anni, rimasi folgorata dallo stupore di fronte a quello che mi sembrò un vero capolavoro: un sorprendente gioco di parole! (... e chissà che questa mia passione non sia nata proprio in quella occasione...)
Ecco qualche esercizio minimale:
Fare il falegname: L'amare lamare
Il Poeta: A po' strofo... (fra poco creerò delle strofe)
Il cuoco ha avuto la peggio nella zuffa: L'inguine al pesto
Panettiere tedesco della provincia romana che tiene le finestre chiuse: L'ariano di Lariano: "... l'aria no!"
Promesso Sacerdote: L'arvale larvale
Il nonno probo e amante del bricolage: L'avo retto opera lavoretto
Il nonno cattivo insegue gli elefanti: L'avo rio brama l'avorio
Le due seguenti probabilmente infrangono la regola grammaticale, riferendosi a plurali femminili ma di parole che non iniziano per "e"... ma mi sembravano comunque divertenti da citare... (licenza ludica?)
Sentenza su insetti volanti: L'api d'aria
Tirare sassi ad insetti combattenti: L'api d'azione.
Uno dei soliti - cioè più che insoliti - calembour di Morello, che riesce sempre a trovare un angolo paradossale in più.
Qualche tempo fa, peraltro, avevamo parlato di giochi con l'apostrofo e come a volte accade non ne ho più parlato perché erano arrivati non pochi ma troppi contributi, da stentare a metterli in ordine.
I giochi con l'apostrofo, infatti, sono tanti e sono anche molto famosi. Così la piccola legione di lettori che mi ha scritto "Lascia l'ascia" non si offenderà di una citazione soltanto collettiva. In rappresentanza di tutti eleggo Francesca Grondona, che ha il merito di circostanziare per bene la citazione:
"... ricordo la meravigliosa (e ormai storica) vignetta di Jacovitti - mi pare fosse da "Cocco Bill sulle rotaie" - in cui in un corpo a corpo fra il nostro eroe ed un indiano pennuto, questi aveva la peggio, sotto la minaccia di Cocco Bill, armato di un'accetta, che così lo "apostrofava" (J): "Lascia l'ascia e Accetta l'accetta".
Già allora, avevo credo 6 o 7 anni, rimasi folgorata dallo stupore di fronte a quello che mi sembrò un vero capolavoro: un sorprendente gioco di parole! (... e chissà che questa mia passione non sia nata proprio in quella occasione...)
Ecco qualche esercizio minimale:
Fare il falegname: L'amare lamare
Il Poeta: A po' strofo... (fra poco creerò delle strofe)
Il cuoco ha avuto la peggio nella zuffa: L'inguine al pesto
Panettiere tedesco della provincia romana che tiene le finestre chiuse: L'ariano di Lariano: "... l'aria no!"
Promesso Sacerdote: L'arvale larvale
Il nonno probo e amante del bricolage: L'avo retto opera lavoretto
Il nonno cattivo insegue gli elefanti: L'avo rio brama l'avorio
Le due seguenti probabilmente infrangono la regola grammaticale, riferendosi a plurali femminili ma di parole che non iniziano per "e"... ma mi sembravano comunque divertenti da citare... (licenza ludica?)
Sentenza su insetti volanti: L'api d'aria
Tirare sassi ad insetti combattenti: L'api d'azione.