Lessico e Nuvole

V'ite v'ere

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L'errore d'apostrofo non è sempre la malizia di un giocatore: molte volte lo si trova anche live.

Per esempio, mi scrive Biagio Fanelli:

"forse quello che scrivo non è in tema ma ti segnalo qualcosa che può forse essere interessante. Si tratta di errori che nascono dalla traduzione dal dialetto all'italiano. La buona anima di mia madre ha sempre sostenuto che "l'ottorrone", al posto de "il torrone", fosse la corretta dizione del dialettale "u att'rron" (dialetto barese). Alle mie proteste lei ha sempre candidamente risposto: "e io che ho detto? L'ottorrone elle apostrofo ottorrone"".

Il mio amico Nunzio La Fauci (non L'Afauci), linguista (non l'inguista) ha allora ragione a dire che è difficile sapere cosa sia una parola.

Luca Montini prosegue sulla falsariga:

"Il "Dio t'assista" da te citato nel L&N di oggi mi ha fatto rivenire  alla mente un  cartello, visto qualche anno fa sul portone di una chiesa di non ricordo dove  (forse Napoli, o forse qui a Roma).

Il cartello recitava "LODIAMO IL SIGNORE", ma una mano tanto beffarda quanto irriverente aveva aggiunto un apostrofo (tutt'altro che rosa) tra le lettere L ed O di LODIAMO..."