Non tutte le scuole si chiudono in giugno. "Il trittongo non si divide": così un conduttore tv, Riccardo Rossi, ha detto al concorrente del quiz "Sei più bravo di un ragazzino di 5a?" che era stato appena salvato dall'aiuto, appunto, di una simpatica saputella delle elementari. La domanda era "come si divide in sillabe la parola aiuola" ? Lui era tentato di dividere "aiuo/la", ma il soccorso della ragazzina lo ha convinto alla corretta divisione "a/iuo/la". Il trittongo che non si divide è appunto "iuo".
"Scuola" è ottima e ricca rima per "aiuola": da sempre si riscontra una certa concorrenzialità fra andare a scuola e zappare la terra, o l'aiuola. Del resto aiuola non esisterebbe più, come parola, se aiuole non fosse la più breve parola italiana che contiene le cinque vocali. Cioè, le cinque lettere vocaliche (le vocali sonore sono sette). A e i o u, che somaro che sei tu, ricordava Giampaolo Dossena (Garibaldi fu ferito, Il Mulino) e ribadisce Pinuccia Dossena Ferrari (nel suo Su qui e su qua l'accento non va, Sperling & Kupfer). A Dossena era piaciuto il libro vocalista di Giuseppe Varaldo, All'alba Shahrazad andrà ammazzata. Non so se sia mai andato a cena con l'autore. Il menu per le cene con Varaldo lo ha scritto un altro enigmista, Marco Tocci: "Trenette messe nelle erbette peste" (Varaldo è ligure); "Pollo cotto col pomodoro rosso; Calamarata brasata alla panna d'annata; e per dessert le pesche nelle gerbere".
E per bere? Bollicine, dice Tocci: "Riguardo alle "effervescenze", come le chiama lui, vi propinerà il solito Glimigrim di sua produzione". Tocci qui sta citando Swift, perché il Glimigrim è il vino altamente diuretico che permetterà a Gulliver di spegnere per le vie più spicce l'incendio di Lilliput (Swift, vini glimigrim, pipì).
Un altro aeiouista è Duccio Battistrada, che legge e trascrive dall'Alfabetiere di Bruno Munari: "in lidi immobili / indivisibili / simili sibili / fanno gli ominidi / vidi i bicipiti / i fili ispidi / simili a sibili / d'istrici immobili / in lidi lividi / libici tipici / simili sibili / sono impossibili"?.
"Scuola" è ottima e ricca rima per "aiuola": da sempre si riscontra una certa concorrenzialità fra andare a scuola e zappare la terra, o l'aiuola. Del resto aiuola non esisterebbe più, come parola, se aiuole non fosse la più breve parola italiana che contiene le cinque vocali. Cioè, le cinque lettere vocaliche (le vocali sonore sono sette). A e i o u, che somaro che sei tu, ricordava Giampaolo Dossena (Garibaldi fu ferito, Il Mulino) e ribadisce Pinuccia Dossena Ferrari (nel suo Su qui e su qua l'accento non va, Sperling & Kupfer). A Dossena era piaciuto il libro vocalista di Giuseppe Varaldo, All'alba Shahrazad andrà ammazzata. Non so se sia mai andato a cena con l'autore. Il menu per le cene con Varaldo lo ha scritto un altro enigmista, Marco Tocci: "Trenette messe nelle erbette peste" (Varaldo è ligure); "Pollo cotto col pomodoro rosso; Calamarata brasata alla panna d'annata; e per dessert le pesche nelle gerbere".
E per bere? Bollicine, dice Tocci: "Riguardo alle "effervescenze", come le chiama lui, vi propinerà il solito Glimigrim di sua produzione". Tocci qui sta citando Swift, perché il Glimigrim è il vino altamente diuretico che permetterà a Gulliver di spegnere per le vie più spicce l'incendio di Lilliput (Swift, vini glimigrim, pipì).
Un altro aeiouista è Duccio Battistrada, che legge e trascrive dall'Alfabetiere di Bruno Munari: "in lidi immobili / indivisibili / simili sibili / fanno gli ominidi / vidi i bicipiti / i fili ispidi / simili a sibili / d'istrici immobili / in lidi lividi / libici tipici / simili sibili / sono impossibili"?.