Il tema della scorsa settimana era: il gioco è bello quando è obliquo? È un tema - usiamo la parola a' la page - "trasversale". Per esempio, vale anche per i falsi bifronti e per una quantità di giochi di parole.
Ora, se nei nostri anni il concetto di "trasversalità" ha avuto tanto successo io scommetto che sia anche non malgrado ma proprio in virtù del fatto che sia così poco definibile. "Trasversale" significa: "che non appartiene a una categoria determinata", "che può essere applicato a diverse situazioni" e alla fine vuole dire proprio "che è poco definibile".
Nei confronti del gioco degli elementi che è stato inventato da Dario De Marco vediamo tre gradi di trasversalità. Il grado zero è il seguente. "Ra": "A Marie Curie piace questo elemento". Come si spiega? Si spiega perché "Ra" è il simbolo del Radio, elemento scoperto da Marie Curie. Il gioco è più trasversale di una tacca se noi diciamo: "Ra. A Guglielmo Marconi piace questo elemento". Questa è la versione in cui il gioco mi è stato mandato da Dario De Marco. Ra diventa il simbolo non più del Radio, ma della "Radio". Un ulteriore grado di trasversalità viene aggiunto se dico: "Ra. Al faraone Tutamkhamon". Si fa finta che "Ra" sia il simbolo dell'omonimo dio egizio. Quindi: nessuna trasversalità se il simbolo resta simbolo dell'elemento chimico; trasversalità se il simbolo sta per qualcosa che è omonimo dell'elemento chimico (come la Radio per il Radio, o il Calcio inteso come sport per il Calcio inteso come elemento); trasversalità doppia se il simbolo è interpretato per sé stesso.
Dicevo che De Marco predilige la trasversalità di primo grado. Non dovrebbe essere difficile riconoscere il nome degli elementi coinvolti nei seguenti giochi: "He - a Rocco Tanica piace questo elemento"; "Cu - a Dario Fo piace questo elemento"; "Sn - alla rana piace questo elemento"; "Sr - a nessuno piace questo elemento"; "Fe - al casalese piace questo elemento" (Per quest'ultimo sarà utile la spiegazione: "'o fierr" in napoletano è il nome gergale della pistola).
Ora, se nei nostri anni il concetto di "trasversalità" ha avuto tanto successo io scommetto che sia anche non malgrado ma proprio in virtù del fatto che sia così poco definibile. "Trasversale" significa: "che non appartiene a una categoria determinata", "che può essere applicato a diverse situazioni" e alla fine vuole dire proprio "che è poco definibile".
Nei confronti del gioco degli elementi che è stato inventato da Dario De Marco vediamo tre gradi di trasversalità. Il grado zero è il seguente. "Ra": "A Marie Curie piace questo elemento". Come si spiega? Si spiega perché "Ra" è il simbolo del Radio, elemento scoperto da Marie Curie. Il gioco è più trasversale di una tacca se noi diciamo: "Ra. A Guglielmo Marconi piace questo elemento". Questa è la versione in cui il gioco mi è stato mandato da Dario De Marco. Ra diventa il simbolo non più del Radio, ma della "Radio". Un ulteriore grado di trasversalità viene aggiunto se dico: "Ra. Al faraone Tutamkhamon". Si fa finta che "Ra" sia il simbolo dell'omonimo dio egizio. Quindi: nessuna trasversalità se il simbolo resta simbolo dell'elemento chimico; trasversalità se il simbolo sta per qualcosa che è omonimo dell'elemento chimico (come la Radio per il Radio, o il Calcio inteso come sport per il Calcio inteso come elemento); trasversalità doppia se il simbolo è interpretato per sé stesso.
Dicevo che De Marco predilige la trasversalità di primo grado. Non dovrebbe essere difficile riconoscere il nome degli elementi coinvolti nei seguenti giochi: "He - a Rocco Tanica piace questo elemento"; "Cu - a Dario Fo piace questo elemento"; "Sn - alla rana piace questo elemento"; "Sr - a nessuno piace questo elemento"; "Fe - al casalese piace questo elemento" (Per quest'ultimo sarà utile la spiegazione: "'o fierr" in napoletano è il nome gergale della pistola).